Pepsi: i drink soffrono, gli snack salvano il bilancio
Bryan Bedder/Getty Images for PepsiCo
Pepsi: i drink soffrono, gli snack salvano il bilancio
Economia

Pepsi: i drink soffrono, gli snack salvano il bilancio

Il bilancio risente del calo del consumo di bevande gasate e la multinazionale scommette sull’alimentare

C’è anche PepsiCo fra le aziende che devono riconsiderare l’orizzonte del proprio business. La multinazionale americana, infatti, ha pubblicato un altro bilancio trimestrale caratterizzato da risultati contrastanti , con ricavi a quota 16,8 miliardi di dollari, in linea con le previsioni e un ritorno per azione di 1,31 dollari che ha battuto le stime degli analisti. Tutto bene, dunque? Non proprio. Le vendite di bevande gassate, cuore dell’attività del principale concorrente di Coca-Cola, confermano la tendenza negativa e sono ancora una volta in calo, soprattutto negli Stati Uniti. Il consumo di bevande gasate ha cominciato a rallentare dopo il picco registrato nel 2005 negli Stati Uniti e, successivamente, anche nei Paesi emergenti. 

Per Pepsi, le bevande rappresentano circa la metà del giro d’affari globale. A salvare il bilancio ci pensano patatine e barrette . Le vendite di snack sono cresciute del 3% nelle Americhe e di circa il 10% nei mercati emergenti come Cina, Brasile, Messico e Turchia. Per contro, le bevande nella regione americana hanno segnato -1% a valore e –3,5% a volume e gli analisti temono l’avvento di una più alta tassazione sulle bevande gasate in un Paese come il Messico che rappresenta il secondo mercato dopo gli Stati Uniti. 

“Ci aspettiamo che in futuro circa due terzi del nostro giro d’affari proverrà dagli snack”, ha confermato agli analisti Indra Nooyi, ceo della multinazionale. Il che significa anche dai Paesi in via di sviluppo dove gli snack sono fra i primi prodotti su cui i consumatori investono sull’onda dell’urbanizzazione ed è per questa ragione che l’azienda osserva con interesse mercati come l’India, dove il fenomeno non è ancora esploso, ma appare decisamente prossimo sulla spinta dei cambiamenti sociali legati allo sviluppo. Non tutti sono d’accordo con questa strategia: c’è addirittura chi propone lo scorporo delle attività legate alle bevande per concentrarsi sulla diffusione di Doritos e Frito-Lay e per crescere – perché no – grazie anche ad acquisizioni, come quella del rivale Mondelez. 

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