Sempre meno soldi per la scuola
Sempre meno soldi per la scuola
Economia

Sempre meno soldi per la scuola

Le previsioni della spesa pubblica sociale fino al 2060: salgono le uscite per tutti i comparti (pensioni. sanità, ammortizzatori) tranne che per l'istruzione.

E’ vero che la spesa pubblica totale dell’Italia non si discosta di molto da quella degli altri grandi Paesi europei, ma la nostra spesa pubblica, pari a oltre 800 miliardi l’anno, è distribuita molto peggio rispetto agli altri e questo non può che portare a risultati che definire deludenti è poco.

Ma l’aspetto più preoccupante non è come è distribuita oggi la spesa pubblica per i servizi sociali, ma come lo sarà da qui in avanti. La Ragioneria Generale dello Stato ha compiuto uno studio molto approfondito sulle tendenze di fondo della spesa sociale statale e, tra centinaia di tabelle e proiezioni, quella che si vede sopra è forse la più interessante. Abbiamo preso a riferimento i 4 comparti di spesa più importanti e li abbiamo rappresentati, invece che con numeri e percentuali, con un grafico che indica quanto spenderà il comparto pubblico negli anni venturi, fino al 2060, a legislazione vigente, per pensioni, sanità, scuola e ammortizzatori sociali. Nel 2000 queste voci rappresentavano, più o meno (“più o meno” perché nel totale sono inserite altre spese minori come, ad esempio, quelle per gli assegni di accompagnamento per gli anziani) il 24,1% del Pil che salirò al 28,2% nel 2060.

Il primo aspetto che salta agli occhi è che tutti i comparti di spesa, espressi in rapporto al Pil, cresceranno. Tutti tranne uno: la spesa per la scuola. Nel 2000 per l’istruzione si spendeva il 4,1% del Pil e nel 2060 si spenderà il 3,4%. Per tutti gli altri indicatori l’andamento è, invece, contario. Per le pensioni si spendeva nel 2000 il 13,4% del Pil e si spenderà il 14,6% nel 2060. Ma, attenzione: il picco della spesa per le pensioni si avrà nel 2015, da quella data, per effetto della riforma Fornero, la spesa pubblica scende fino, appunto, al 14,6% del 2060. Resta comunque il fatto che in 60 anni la spesa sale di 1,2 punti soprattutto per effetto dell’allungamento della speranza di vita. La spesa pubblica per la sanità passa, in 60 anni, dal 5,7% all’8% e gli ammortizzatori sociali raddoppiano e passano dallo 0,3% allo 0,6%.

Nel rapporto la Ragioneria, però avverte che tutti gli scenari elaborati si basano sulla previsione di crescita del Pil (il denominatore) secondo quanto ipotizzato dal Documento di Economia e Finanza del 2013 che prevede un miglioramento del Prodotto interno lordo dello 0,8% per ogni anno fino al 2017 (escluso il 2013 per il quale si prevede circa 1 punto di Pil in meno). Ovviamente se questa previsione non si dovesse realizzare questi rapporti peggiorerebbero. 

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