Pensioni, le 6 novità a cui lavora il governo
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Pensioni, le 6 novità a cui lavora il governo
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Pensioni, le 6 novità a cui lavora il governo

Tra i provvedimenti allo studio ci sono l’aumento delle 14esime, le ricongiunzioni gratuite dei contributi e il bonus per i lavoratori precoci

Il governo comincia ad elaborare le linee guida della nuova legge di Bilancio da presentare in autunno, e tra i temi più caldi c’è sicuramente quello delle pensioni. In questo senso diverse sono le proposte di riforma a cui stanno lavorando i tecnici di Palazzo Chigi e dei vari ministeri interessati, a testimonianza di come la materia sia di particolare importanza. Ma vediamo nel dettaglio quali sono al momento i progetti in discussione per cercare di mettere sempre più in sicurezza il nostro sistema pensionistico e previdenziale.

1 - Ape, ovvero prestito bancario assicurato

E’ la novità più significativa a cui si sta lavorando e si tratta di un programma che prevede appunto un prestito bancario assicurato con rimborso ventennale, che dovrebbe consentire a chi ha compiuto 63 anni con almeno 20 di contributi versati, di lasciare il lavoro da gennaio prossimo. L’obiettivo dichiarato esplicitamente dal governo è quello di offrire questa opzione di anticipo pensionistico, stimata in circa 4 anni, a 150mila lavoratori, che potrebbero diventare 350mila nel primo triennio di applicazione della norma. Probabilmente, l'anticipo sarà su misura. Il futuro pensionato potrà infatti scegliere se farsi liquidare il 100% degli assegni Inps che gli spettano tra 63 e 66 anni o se farsi pagare invece una somma parziale. In quest'ultimo caso, la cifra da restituire sarà ovviamente più bassa.



2 - Ricongiunzioni gratuite

Tra gli altri provvedimenti che dovrebbero poi in un qualche modo favorire il pensionamento di molti lavoratori, si sta studiando anche l’annullamento dei costi che attualmente bisogna sostenere per ottenere il ricongiungimento di contributi previdenziali versati presso casse ed istituti diversi. La procedura diventerebbe gratuita per tutti e in qualsiasi caso, agevolando così appunto il raggiungimento dei limiti minimi per il pensionamento.

3 - Bonus contributivo per lavoratori precoci

Tra le novità dovrebbe fare il suo esordio anche il bonus per i lavoratori che hanno iniziato la propria attività prima dei 18 anni. La proposta a cui si sta lavorando prevede che venga concesso appunto un bonus di 4 o 6 mesi di contributi figurativi  per ogni anno di lavoro svolto in minore età per coloro che hanno 52 o 104 settimane di contributi versati sempre in età minorile.

4 - Attività usuranti

Su questa materia si sta pensando a delle semplificazioni cancellando l’attuale requisito dell’ultimo anno di lavoro faticoso prima del ritiro anticipato per coloro che hanno totalizzato 7 anni di impiego pesante negli ultimi dieci. Inoltre, tra le categorie cosiddette usuranti, potrebbero fare il loro ingresso gli operai edili e gli infermieri di sala operatoria.

5 - Pensioni minime e 14esime

Sul fronte degli adeguamenti economici dei trattamenti pensionistici invece le proposte sul tappeto riguardano in particolare le 14esime che potrebbero innanzitutto essere aumentate nel loro importo economico. Inoltre potrebbero essere concesse ad una platea più ampia grazie all’innalzamento fino a 12-13mila euro l’anno del tetto del reddito per poter ricevere l’assegno aggiuntivo. In alternativa all'estensione delle 14esime, negli ultimi giorni ha preso corpo l'ipotesi di un intervento sulle pensioni minime. Potrebbe infatti esservi allargamento del bonus di 80 euro (oggi riservato ai lavoratori dipendenti) anche agli assegni previdenziali che oggi sono pari a circa 500 euro mensili. Poiché tale provvedimento avrebbe un costo non trascurabile, il bonus concesso dal governo potrebbe però essere inferiore a 80 euro.

6 - Revisione della no tax area

Sempre in tema di miglioramenti economici per i pensionati più bisognosi poi, si starebbe studiando anche la possibilità di elevare ulteriormente la “no tax area”, che già quest’anno tra l’altro è stata portata da 7.500 euro a 7.750 per gli under 75 e da 7.750 a 8.000 per chi ha più di 75 anni.  

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