Pensioni, gli aumenti in arrivo
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Pensioni, gli aumenti in arrivo
Economia

Pensioni, gli aumenti in arrivo

Da gennaio gli assegni Inps verranno adeguati all’inflazione e aumenteranno dell’1,1%. Ecco qualche esempio delle rivalutazioni

Per gran parte dei pensionati saranno pari a poche manciate di euro in più al mese. Ma pur sempre di aumenti si tratta. Sono quelli che scatteranno da gennaio per gli assegni previdenziali pagati dall’Inps, che cresceranno proprzionalmente all’inflazione dell’anno precedente. Il tasso di rivalutazione sarà pari all’1,1% circa ma non sarà per tutti. 

L’incremento maggiore, uguale all'intera crescita del costo della vita dell’anno prima,  ci sarà soltanto  per gli assegni più bassi, inferiori a tre volte il trattamento minimo (cioè quelli che non arrivano 1.540 euro lordi al mese). Ecco qualche esempio concreto: 

Se un pensionato senza familiari a carico oggi riceve una rendita di mille euro lordi mensili (858 euro netti), da gennaio vedrà la sua pensione salire a 1.011 euro lordi (865 euro netti).

Se l’assegno è oggi pari invece a 1.200 euro lordi mensili (991 euro netti), dal prossimo anno salirà a 1.213 euro lordi, corrispondenti a quasi mille euro netti. 

Adeguamento parziale 

Si tratta dunque di aumenti contenuti, inferiori a 10 euro al mese. Del resto, almeno secondo le statistiche, l’inflazione è stata quest’anno molto contenuta e non si poteva sperare di avere di più. Non va dimenticato, inoltre, che per legge gli assegni di importo medio-alto beneficiano  soltanto di un adeguamento parziale al caro-prezzi. 

Nello specifico, la parte di pensione superiore a tre volte il trattamento minimo ma inferiore a cinque volte (cioè compresa tra 1.540 e 2.560 euro circa) verrà rivalutata del 90% dell’inflazione, cioè dello 0,99%. Chi per esempio incassa un assegno di 1.900 euro lordi (1.460 euro netti), riceverà un aumento di circa 20 euro lordi, che scendono a 15 euro al netto delle tasse. 

Per la quota di pensione superiore a cinque volte il trattamento minimo (cioè oltre i 2.560 euro lordi mensili), l’incremento sarà pari invece al 75% del tasso di inflazione, cioè pari allo 0,825%. Chi attualmente guadagna 3mila euro lordi al mese avrà dunque un aumento di circa 30 euro mensili, che scendono a 16 euro al netto delle tasse.   

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