Patatine fritte: 1 milione di euro di multe dall'Antitrust
San Carlo/Facebook
Patatine fritte: 1 milione di euro di multe dall'Antitrust
Economia

Patatine fritte: 1 milione di euro di multe dall'Antitrust

Per pubblicità ingannevole, l'Autorità ha sanzionato San Carlo, Amica Chips, Pata e Ica Foods

Non bastano Carlo Cracco e nemmeno Rocco Siffredi per evitare di finire nella padella dell'Antitrust. Quattro big delle patatine fritte, tra le quali alcune possono vantare questi due testimonial d'eccezione, incappano nella pubblicità ingannevole e l'Autorità le sanziona con una multa complessiva pari a un milione di euro. A finire nel mirino sono la San Carlo, di cui è stato testimonial l'inflessibile giudice di Masterchef Carlo Cracco, con una multa di 350mila euro; Amica Chips, il cui spot pieno di doppi sensi a sfondo sessuale con la pornostar Rocco Siffredi è passato alla storia e che è stata sanzionata per 300mila euro; Pata, marchio molto diffuso soprattutto al Nord Italia, cui è stata inflitta una multa di 250mila euro; Ica Foods, che ha tra i suoi prodotti di punta le Crik Crok e le Puff e che viene sanzionata per 150mila euro.

Rocco Siffredi nello spot di Amica ChipsAmica Chips/Facebook

Tutte, in un modo o nell'altro, hanno detto qualche "bugia" e così sono state punite. "Attraverso diciture e immagini suggestive - spiega l'organismo presieduto da Giovanni Pitruzzella -, venivano attribuiti a taluni prodotti specifiche caratteristiche nutrizionali o salutistiche non corrette oppure si fornivano informazioni, in merito alla composizione e agli ingredienti o alle modalità di trasformazione o cottura, attribuendo ai prodotti anche "vanti di artigianalità" nonostante la loro natura industriale".

Tutte e quattro le imprese, per esempio, dichiaravano un ridotto contenuto di grassi, ma la percentuale di riduzione vantata era inferiore a quella consentita o non scritta con chiarezza. In tre casi, poi, i marchi hanno un po' esagerato con l'artigianalità, con diciture come "patate cotte a mano", "la patatina artigianale", "fatte a mano". Troppa enfasi anche sull'uso dell'olio d'oliva, in cui veniva omessa l'effettiva percentuale impiegata: il quantitativo veniva indicato solo sul retro delle buste e risultava assai più basso a quello di altri oli vegetali. Troppa ambiguità, inoltre, su alcuni prodotti presentati come "speciali" e nettamente diversi dalle patatine base o su proprietà salutistiche che "sono risultate ancora controverse nella comunità scientifica e comunque non autorizzate dalla Commissione europea".  Le patatine, insomma, sono patatine e basta.

Le reazioni

San Carlo accoglie con sorpresa la sanzione "perchè i profili oggetto di contestazione sono già  stati rimossi dalle confezioni che verranno prossimamente commercializzate. San Carlo si riserva di ricorrere davanti al giudice amministrativo". Questo è quanto ha dichiarato il gruppo alimentare. "Si rileva che i profili oggetto di contestazione riguardano soltanto aspetti formali, quali l'evidenza grafica dei claim pubblicitari, e non la veridicità delle affermazioni in essi contenute. Si osserva, infine, che la misura della sanzione risulta commisurata non già alla gravità dei comportamenti, quanto invece alla dimensione complessiva dell'impresa, significativamente superiore a quella dei propri concorrenti".

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