Parti sociali, ma quali impegni siete disposti a prendere?
Parti sociali, ma quali impegni siete disposti a prendere?
Economia

Parti sociali, ma quali impegni siete disposti a prendere?

Tutti dobbiamo prendere atto delle responsabilità di questo stallo economico

Qui Torino. La Confindustria chiama, i sindacati rispondono: padroni e operai, uniti nella lotta! La situazione economica e occupazionale è grave, le imprese chiudono, eppure la politica è da settimane incaprettata nei lacci dei veti reciproci mentre il Paese chiede di essere governato. È troppo comodo, però, sparare nel mucchio e sollecitare genericamente i partiti a non perdere tempo nel trovare un’intesa. Ma chi porta le responsabilità dello stallo? Il Pd che non vuole collaborare con il Pdl e che ha fatto di tutto, persino offrire l’altra guancia a Beppe Grillo? Silvio Berlusconi, che nonostante le vicende giudiziarie in cui è coinvolto continua a raccogliere voti per quel fantasma di partito che ha nome Pdl e insiste nel presentarsi in barba a coloro che lo giudicano «impresentabile»? Oppure la colpa è del M5s che non vuole «fare razza» con nessuno se non con se stesso?

Il fatto è che, se fosse loro chiesto di indicare una possibile via d’uscita, le adamantine parti sociali non sarebbero in grado di andare oltre. Adesso i vertici si vedranno per mettere a punto una piattaforma comune da presentare non si sa ancora a chi; tale documento sarà rigonfio di onerose rivendicazioni (del resto, chi si preoccupa più delle compatibilità?). Mancheranno di sana pianta gli impegni che imprese e sindacati potrebbero prendere in proprio per dare maggiore competitività all’apparato produttivo sul versante degli orari, dell’organizzazione del lavoro e della maggiore produttività. All’inizio del decennio, quando la Germania era il «grande malato» d’Europa, imprese e sindacato non esitarono a ridurre le retribuzioni e a lavorare di più. I risultati si vedono adesso.

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