Panico in Borsa: la Grecia e le 4 cause del crollo
Orestis Panagiotou/Ansa
Panico in Borsa: la Grecia e le 4 cause del crollo
Economia

Panico in Borsa: la Grecia e le 4 cause del crollo

Bruciati 276 miliardi in un giorno sul mix di notizie preoccupanti sullo stato di salute delle finanze greche e dell'economia americana

Non ha niente a che vedere la Legge di Stabilità italiana. Ad aver fatto crollare Piazza Affari come tutte le altre piazze finanziarie europee è la Grecia. O meglio: il debito pubblico e le banche greche tornate a far paura e a innescare vendite a raffica. È così che Piazza Affari ha chiuso in profondo rosso (-4,44%), tornando ai minimi toccati a dicembre dello scorso anno, Parigi è scesa del 3,63%, Madrid del 3,41%, Londra del 2,83%, Francoforte del 2,87%. Male anche Wall Street (che ha aperto in forte calo) e dove l'ondata di vendite odierna rischia di erodere tutti i guadagni da inizio anno. 

Ma a soffrire di più è stata proprio la borsa di Atene, che è arrivata a cedere il 9%, per poi ridurre le perdite al 6,32%, mentre i rendimenti dei titoli di Stato ellenici decennali sono tornati a superare il 7%.

Le tensioni hanno fatto lievitare anche lo spread tra il decennale italiano (Btp) e l'omologo tedesco (Bund), benchmark per l'Eurozona, che ha toccato in giornata i 173 punti per poi scendere in chiusura a 166,5 rispetto ai 147 di martedì 14 ottobre.


La sala delle contrattazioni a Wall StreetAstrid Stawiarz/Getty Images

Le 4 cause del crollo
Gli investitori si erano ormai dimenticati di Atene e della crisi dell’euro. A turbarli nelle ultime settimane erano ben altri problemi: la crisi in Ucraina, il rallentamento dell’economia cinese e (notizia recente) della Germania, l'ISIS in Medio Oriente, il crollo del prezzo del petrolio e persino l'Ebola. Preoccupazioni comunque attutite dall'enorme liquidità messa a disposizione dalle banche centrali che continuano a sorreggere i mercati.

Ma non oggi, mercoledì 15 ottobre.

È bastata la diffusione in mattinata di un report dell'agenzia di rating Fitch sullo stato di salute delle banche greche che ha evidenziato come proprio bene non se la passino: "restano zavorrate da pesanti problemi sui portafogli prestiti".

Secondo l'agenzia di rating i risultati degli stress test, che le autorità europee renderanno pubblici il 26 ottobre, "potrebbero rilevare altre carenze di capitale", visto che la quota dei crediti deteriorati arriva a quasi la metà degli impieghi dei due principali istituti di credito del paese, la Banca Nazionale di Grecia e Alfa Bank.

A innervosire gli investitori, inoltre, è anche il piano del governo greco per uscire dal controllo della Troika, che potrebbe portare ad elezioni anticipate, all’abbandono delle misure di austerità e a problemi di finanziamento sui mercati.

Secondo alcuni operatori, tuttavia, la causa principale del crollo di oggi va individuata Oltreoceano: a deludere sono stati i dati sulle vendite al dettaglio di settembre negli Stati Uniti d'America diffusi nel primo pomeriggio.

Numeri sotto le aspettative, che hanno aumentato da una parte i timori sulla robustezza della ripresa americana e sulla tenuta dei consumi interni e dall’altra le aspettative di una politica attendista della Fed nel rialzo dei tassi di interesse, innescando così ondate di vendite sul biglietto verde. Ad ascoltare altri analisti, poi, una delle ragioni di questo mercoledì nero per i listini sarebbe anche il secondo caso di contagio di Ebola diagnosticato negli USA.

In ultimo, c’è anche il prezzo del petrolio. Che continua a scendere (attorno a 84 dollari): i membri dell'Opec sono impegnati in una battaglia per contendersi le quote di mercato, piuttosto che coordinare tagli alla produzione che potrebbero far salire i prezzi, mentre il rallentamento della crescita a livello globale continua a ridurre la domanda di greggio in un contesto di abbondante offerta che vede il ritorno in auge degli USA.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti