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Economia

Padoan, la Ue e la fine dell'austerità

Se Bruxelles accettasse la richiesta italiana di rinviare il pareggio di bilancio al 2016, significherebbe la fine del rigore tedesco

Lo si può interpretare così: il ministro “amerikano” Pier Carlo Padoan contro il ministro romano Fabrizio Saccomanni. Il Def del 2013 contro quello del 2014. Tradotto: il pareggio di bilancio dello Stato non ci sarà nel 2015, come previsto dal governo Letta, ma nel 2016 a causa di "eventi eccezionali", ha detto Padoan alla Camera e al Senato. L’”evento” consiste nella decisione del governo di pagare, quest'anno, altri 13 miliardi di debiti della pubblica amministrazione alle imprese che hanno lavorato per lo Stato e ancora non hanno visto i loro soldi. Questo farà aumentare sia il deficit sia il debito, ha spiegato il ministro, rendendo impossibile rispettare gli impegni presi da Letta-Saccomanni.

Per questo Padoan ha rivolto a Bruxelles la richiesta di rivedere i patti : richiesta che deve essere accettata dalla Commissione la quale ora deve rispondere. Una risposta "pesante" perché, in caso di parere positivo, e difficilmente potrà essere altrimenti, ammetterà che gli accordi stipulati con un Paese membro possono essere violati a fronte di un evento che per nessun altro Paese è considerato "eccezionale". Pagare le fatture delle aziende alle quali viene commissionato un lavoro pubblico è, infatti, "normale" in tutti i Paesi del mondo. Se la Commissione accettase il concetto di "eccezionale" riferito al pagamento dei debiti, si tratterebbe, di fatto, del via libera europeo a un allentamento del regime di austerità che strangola l'Europa fin dall'inizio della crisi.

Tuttavia quella del rinvio del pareggio di bilancio era già, in qualche modo, anticipato dal Def stesso. A pagina 2 del primo tomo (in tutto sono 5) si legge, infatti, che "il posticipo al 2016 del conseguimento dell'obiettivo di pareggio di bilancio non configura una violazione dei regolamenti europei e appare in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale di recepimento delle disposizioni dettate a livello europeo". Il riferimento del Def è all'articolo 81 della Costituzione che, modificato, afferma che "Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all'indebitamento (ed è esattamente il caso previsto da Padoan nel suo discorso alle Camere) è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo  economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali".

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