Nuovo Isee, ecco perché diminuiscono i furbetti
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Nuovo Isee, ecco perché diminuiscono i furbetti
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Nuovo Isee, ecco perché diminuiscono i furbetti

Grazie alle nuove regole introdotte per le dichiarazioni legate a reddito e patrimoni, in calo le famiglie che si dichiarano nullatenenti

Doveva servire a combattere l’evasione fiscale, e soprattutto a fare in modo che meno furbetti utilizzassero impropriamente bonus e agevolazioni, e sembra proprio che ci stia riuscendo: sono infatti positivi i numeri riguardanti il nuovo Isee forniti in queste ore dal ministero del Lavoro. Un dato su tutti sembra fornire la conferma più evidente di questa tesi: gli italiani che per ottenere sconti fiscali dichiarano di essere nullatenenti scendono drasticamente e passano dal 70% al 14% nel 2015.

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Questo significa che le nuove regole introdotte sulle dichiarazioni, che prevedono tra le altre cose incroci di dati tra Agenzia delle entrate e Inps, hanno reso l’indicatore di situazione reddituale molto più veritiero del passato. D’altronde non poteva essere altrimenti visto che, ad esempio, i redditi non sono più auto dichiarati, come accadeva con il vecchio Isee, ma vengono rilevati direttamente presso l'anagrafe tributaria. Con riferimento poi al patrimonio mobiliare, risultati a dir poco eclatanti ci sono stati grazie alle nuove procedure che prevedono la presentazione di rendiconti autentici, ad esempio per quel che riguarda i movimenti dei nostri conti correnti. In questo modo le dichiarazioni con patrimonio mobiliare nullo sono passate da quasi il 70% al 14%, con il caso estremo del Mezzogiorno, dove si è passati addirittura da quasi il 90% al 20%.

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Insomma, sembra proprio che la maggior parte degli italiani abbia capito che non è più il caso di scherzare con l’Isee. E che dunque, l’accesso a servizi agevolati come possono essere gli asili nido oppure le mense scolastiche, devono essere ottenuti in relazione ad un effettiva situazione patrimoniale sulla quale è sempre più difficile imbrogliare. E stiamo parlando di una procedura che riguarda non poche famiglie. Secondo infatti i dati forniti sempre dal ministero del Lavoro, nel 2015, che è stato il primo anno di applicazione del nuovo Isee, le famiglie che hanno presentato una Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) a fini Isee sono state 4 milioni e 165 mila, per un totale di oltre 13 milioni di persone, ovvero il 21% della popolazione residente.

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E analizzando i nuovi Isee, quello che si nota è che la vera svolta è rappresentata dal fatto che ci siano state dichiarazioni sui patrimoni più veritiere. Infatti, a parità di valori dichiarati, le nuove regole hanno ridotto i valori riguardanti il reddito (in media, da 19mila euro per famiglia a 17mila) e incrementato proprio quelli patrimoniali (da 23mila a 35mila euro). Ne deriva che il peso dei patrimoni nell'Isee, sempre a parità di valore complessivo, è passato da meno del 15% del vecchio Isee a più del 20% del nuovo. Speriamo sia proprio un buon viatico per il futuro.

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