ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Economia

Nomine, tutte le scelte che dovrà fare il governo

Non c’è solo la Consob: la maggioranza, tra gli altri, dovrà anche scegliere i nuovi vertici dell’Antitrust e dell’Istat

Tra i dossier più caldi a cui lavora in queste settimane il governo, oltre alla manovra, c’è sicuramente quello riguardante le nomine ad alcune delle più alte cariche istituzionali. Una questione questa che in molti casi rappresenta un vero rebus da sciogliere, tra veti politici incrociati e annunci subito smentiti.

Esemplare in questo senso la vicenda della presidenza della Consob che, dopo le dimissioni di Mario Nava, è diventata effettivamente una poltrona bollente per la quale sembra al momento complicato individuare un nuovo occupante. Ma quella dell’Autorità di controllo sulla Borsa non è l’unica nomina sulla quale sarà chiamato a pronunciarsi il governo, o più in generale l’attuale maggioranza parlamentare.

In scadenza ci sono altri incarichi, da quello dell’Antitrust, a posizioni di rilievo in Banca d’Italia fino all’Istat. E questo solo per quanto riguarda le scadenze più imminenti.

A medio termine infatti scadranno anche i mandati per l’Agcom, per il Garante della Privacy e per l’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni. Ma vediamo nel dettaglio le varie nomine in scadenza, insieme alle procedure attraverso cui dovranno essere fatte le diverse scelte.

Consob, la scelta spetta a Conte

Tra le scelte più urgenti, come già ricordato, c’è senza dubbio quella della presidenza dell'Autorità di Borsa. In questo caso, tenendo conto della procedura di legge, i tempi per trovare un sostituto del dimissionario Nava dovrebbero essere intorno ai due mesi.

L'iter prevede infatti che il Presidente del consiglio, in questo caso Giuseppe Conte, abbia la prerogativa esclusiva di indicare un nome. Se la proposta viene poi approvata dal Consiglio dei ministri passa al Parlamento per un parere obbligatorio ma non vincolante e quindi in ultima istanza la nomina viene varata con decreto del Presidente della Repubblica.

Tra i nomi circolati con maggiore insistenza in queste ultime ore ci sono quelli del procuratore capo di Milano, Francesco Greco, e dell'allievo del ministro Savona, Antonio Maria Rinaldi.

Antitrust, la palla ai presidenti delle Camere

Diverso invece il destino dell'Antitrust, dove Giovanni Pitruzzella lascerà la presidenza agli inizi di ottobre per un posto di avvocato generale presso la Corte di giustizia europea di Lussemburgo.

La legge antitrust prevede infatti che il Garante della concorrenza e del mercato, sia nominato dai presidenti di Camera e Senato, anche se nei giorni scorsi si è inserita una novità.

Sui siti delle due Camere è stato infatti pubblicato per la prima volta un bando che invita a presentare manifestazioni di interesse entro 30 giorni, con una scadenza dei termini fissata al 14 ottobre. In teoria dunque in questo caso il nuovo presidente uscirà dalle liste di candidati presentatisi entro quella data.

Bankitalia, scelte interne con un occhio alla politica

Altro capitolo importante è quello di Bankitalia, con il vice direttore generale Fabio Panetta in scadenza l'8 ottobre. Nel suo caso appare piuttosto scontato che il governatore Visco proporrà di riconfermarlo. Ma nel direttorio Panetta non è il solo: Luigi Signorini scade a febbraio 2019, Valeria Sannucci in maggio e anche il direttore generale, Salvatore Rossi, in maggio.

Le nomine dei membri del Direttorio diversi dal governatore sono decise dal Consiglio superiore della Banca su proposta del governatore stesso, ma il decreto di nomina da parte del Presidente della Repubblica prevede un’intesa tra Capo dello Stato e ministro dell'Economia, e dunque non si potranno non tenere d’occhio anche in questo caso inevitabili equilibri politici.

Istat e altro

Una decisione poi è attesa anche per i nuovi vertici dell’Istat, che risultano vacanti da fine agosto quando è scaduto il mandato precedente. E questa è l’ultima di una serie di nomine decisamente incombenti.

Se poi allarghiamo l’orizzonte a nomine di medio periodo allora scopriamo che a livello di autorità di garanzia, nel 2019 scadranno anche i vertici dell’Agcom, ovvero l’Authority delle comunicazioni, poi quelli del Garante della Privacy, insieme ad alcuni consiglieri dell’Ivass, il già citato Istituto di sorveglianza delle assicurazioni.

Insomma, un giro di nomine per le quali oltre a scelte oculate, bisognerà anche trovare di volta in volta gli opportuni accordi politici. Staremo a vedere.

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