Vuoi lavorare? Prova a diventare artigiano e avrai il posto assicurato
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Economia

Vuoi lavorare? Prova a diventare artigiano e avrai il posto assicurato

Avviata nelle marche da NeroGiardini la prima scuola per maestri calzaturieri. "Li assumerò tutti" dice il titolare Enrico Bracalente. Una risorsa contro la disoccupazione, la dispersione scolastica e la perdita di manifattura

Cominciamo da un paio di dati. In Italia la disoccupazione giovanile supera ormai i 31 punti di percentuale, mentre il tasso di abbandono scolastico ha raggiunto il 17,5 per cento. E andando all’estremo opposto, nemmeno l’avere una laurea oggi garantisce più un posto di lavoro. Eppure la soluzione non è lontana: l’Italia, le aziende, la manifattura Made in Italy ha bisogno di recuperare l’antica eccellenza delle mani artigiane. Mancano sarti, pellettieri, vetrai, maestri della conceria e tante altre figure che rappresentano quei vecchi mestieri che hanno costruito la fortuna del Made in Italy nel mondo. Lo sanno gli imprenditori, non sempre lo sanno anche i giovani o le famiglie, che spesso svalutano le opportunità della formazione tecnica.

Di questo si è parlato nel corso del convegno Formazione e Lavoro: l’artigianalità al servizio dei giovani” alla Triennale di Milano, parole e dati una volta tanto sostenute anche da progetti concreti.
Il convegno è stato infatti l’occasione per presentare il corso professionale in Operatore della Calzatura” fondato, voluto e finanziato interamente dalla marchigiana Bag Spa di Enrico Bracalente, oltre 200 milioni di fatturato con il marchio NeroGiardini, sostenuto promuovendo e credendo nel vero made in Italy.“Abbiamo scelto di non delocalizzare mai la produzione” spiega il fondatore “E questo ha pagato. Pochi lo sanno ma il Made in Italy è il terzo marchio più conosciuto al mondo, ed è per questo, solo per questo che i francesi ci comperano”.

In poche parole, il tricolore sul mercato vale più della bandiera blu bianca e rossa. Il gruppo del lusso Ppr "ha acquistato ad esempio Brioni e Gucc, ma si è guardato bene dal cambiare la filiera. Anzi, l’artigianalità italiana è stata valorizzata e salvaguardata" continua Bracalente “Tra le aziende marchigiane non ci sono state scorribande straniere e il compito di valorizzare questa preziosa risorsa spetta dunque a noi imprenditori del territorio. L’alto artigianato va alimentato, custodito e tramandato. Servono nuove mani per sostituire le vecchie generazioni e per non disperdere il vero patrimonio del Made in Italy”.

Il corso in Operatore della Calzatura ha dunque questa missione. Organizzato in collaborazione con il Centro di formazione Artigianelli di Fermo e diretto da padre Sante Pessot ha già istruito 14 ragazzi tra i 16 e i 18 anni e riparte con nuove classi, con un investimento pari a 100mila euro l’anno a carico della Bag. “A tutti garantirò un lavoro, mi ha detto Bracalente parlandomi della sua idea” spiega Padre Pessot “Ed è questo che mi ha convinto: il ritorno alla concretezza. L’unione tra pensiero ed azione”.

Tutti i diplomati (alcuni sono già al lavoro) troveranno impiego nella Bag o nelle 20 aziende locali che ne costituiscono la filiera. Hanno superato 2100 ore di formazione con materie tradizionali come italiano, storia, matematica, inglese e informatica e appreso l’arte calzaturiera costruendo scarpe nel laboratorio attrezzato da Bracalente con tutte le più moderne tecnologie “Adesso ci attrezzeremo per avviare anche la nostra filiera conciaria” anticipa l’imprenditore. Con le inevitabili ricadute occupazionali.

L’iniziativa varata da Bracalente ha molti meriti, riassumibili in tre parole: “Tradizione, manifattura, opportunità”. Non è così che riparte un Paese? Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sottolinea ad ogni occasione l’importanza dell’industria manifatturiera, che purtroppo in Italia ha già perso acciaio e chimica.  “Cultura, manualità, tradizione, passione, concretezza del made in Italy. Nuove opportunità occupazionali basate sulla passione del fare. Il nostro Paese ha bisogno di recuperare questo rapporto: un problema non di soldi, ma di volontà e decisione” ha spiegato durante il convegno moderato da Paolo Del Debbio il sociologo Francesco Alberoni. E’ con questo spirito che tra gli anni ’89 e ’90 ha fondato la Iulm. E’ con questo spirito che Bracalente conta di recuperare molti giovani alla scuola e alla "voglia di fare", raggiungendo entro i prossimi 3/5 anni ben 500 milioni di fatturato “proprio grazie a questo recupero di alto artigianato che potrà rinnovare e arricchire la tradizione italiana”.

Potrebbe  diversamente la Bag tenere il passo con sempre nuove aperture nel mondo e la scelta di rispettare i 2/3 di produzione italiana che integrano per legge il marchio “Made in Italy”?
Entro la fine dell’anno le nuove aperture annuali  NeroGiardini saranno 15, che alimentano mille posti di lavoro in filiera e 2500 in totale. “E non va dimenticato che il distretto calzaturiero marchigiano maceratese è il più importante in Europa e vuole continuare ad esserlo”.  
Lo ha detto anche Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus: “La formazione professionale è ciò che mi ha permesso di recuperare la gran parte dei ragazzi della comunità”. E’ dunque l’opportunità che serve. L'uovo di Colombo di cui hanno bisogno aziende e famiglie. Perché il lavoro significa identità. Perché la manifattura significa economia. E l’impresa significa manifattura. E’ questa la visione che deve ispirare la riduzione del cuneo fiscale, e non il pallottoliere.   

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