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Economia

Negozi, pro e contro dello stop alle aperture domenicali

In Parlamento Lega e 5Stelle vogliono mettere fine alla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Ecco gli effetti che ha avuto sinora

Addio negozi e supermarket aperti tutti i giorni, anche nei festivi. In Parlamento si fa strada una proposta di legge presentata dalla deputata della Lega Barbara Saltamartini, che punta a eliminare la liberalizzazione totale degli orari degli esercizi commerciali, introdotta nel 2012 dal governo Monti. L'obiettivo è introdurre una nuova regolamentazione che consente ai negozi di tenere aperto sempre soltanto nel mese di dicembre e per altre 4 domeniche nel resto dell'anno.

Si tratta di un provvedimento che fa già discutere soprattutto perché è stato presentato da una parlamentare del secondo partito che compone la maggioranza di governo. Senza contare, poi, che pure l'altra forza politica che appoggia l'esecutivo, cioè il Movimento 5Stelle, ha presentato un progetto di legge analogo, per mano di Davide Crippa, attuale sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico. La sua proposta va nella stessa direzione anche se è un po' più morbida e prevede di limitare le aperture domenicali a una al mese. Vista la forza parlamentare della coalizione giallo-verde, la deregulation degli orari voluta da Monti 6 anni fa sembra avere davvero i mesi contati.

Posizioni diverse

Ma quali effetti hanno avuto finora le aperture domenicali dei negozi? Su questo punto, si sono confrontate a lungo due scuole di pensiero e varie associazioni di categoria, rappresentative di diversi interessi. Confesercenti, che riunisce i piccoli commercianti e ha salutato con favore le recenti proposte di legge, ha più volte messo in evidenza il calo registrato dalle vendite al dettaglio (tra l’1 e il 2% su base annua) sia nel 2012 che nel 2013, anche dopo l’avvio della deregulation degli orari e delle aperture voluta da Monti.

Soltanto dal 2014 in poi c’è stata una stabilizzazione e una successiva crescita delle vendite, grazie però soprattutto alla ripresa economica. Federstribuzione, che rappresenta i big della grande distribuzione organizzata, ha invece una posizione diversa. Secondo un’indagine commissionata da questa associazione di categoria, il 65% dei consumatori è a favore della aperture domenicali e festive dei negozi e dei supermarket.

Grazie a tali misure, a detta di Federdistribuzione, sono state assunte 4.200 persone in più nel commercio ed erogati oltre 400 milioni di euro di salari . I dati sono un po' vecchi, aggiornati al 2015, ma la posizione delle catene della grande distribuzione ovviamente non è cambiata. Ora, però, il governo Lega-5Stelle sembra pensarla in ben altra maniera.

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