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Economia

Mps e la conversione dei bond, le cose da sapere

Il Monte dei Paschi prepara un'offerta per trasformare le sue obbligazioni subordinate in azioni. Ecco come si articolerà l'operazione

Una conversione volontaria delle obbligazioni già in circolazione in azioni di nuova emissione. E' la mossa con cui i vertici del Monte dei Paschi di Siena cercano di ricapitalizzare la banca per salvarla ed evitare il tanto temuto bail-in. Ecco, di seguito, una panoramica si come si articolerà questa operazione decisa ieri dal cda dell'istituto.

Quando partirà l'offerta e come sarà

Secondo quanto trapelato finora, l'operazione dovrebbe partire alla fine di novembre. La banca offrirà agli obbligazionisti la possibilità di vendere i bond in loro possesso. Con i soldi ricevuti, però, i detentori dei titoli saranno obbligati a sottoscrivere l'aumento di capitale di Mps che partirà entro fine anno.

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I risparmiatori coinvolti

L'offerta di riacquisto fatta da Mps riguarderà 11 emissioni diverse di obbligazioni subordinate, classificate con le sigle Tier 1 e Tier 2. Si tratta di titoli rischiosi perché i loro possessori, in caso di fallimento della banca, hanno minori diritti rispetto agli altri creditori dell'istituto come i correntisti, i dipendenti o i titolari delle obbligazioni ordinarie classificate con la sigla Tier 3. Tra i possessori di bond subordinati, ci sono molti investitori istituzionali ma anche 40mila risparmiatori privati.

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Il prezzo di offerta

Le obbligazioni classificate come Tier 1, che sono la categoria di titoli più rischiosi, verranno comprate dalla banca all'85% del loro valore nominale. Quelle che sono classificate come Tier 2 (che sono bond subordinati ma un po' meno rischiosi dei Tier 1) saranno riacquistati al 100% del loro valore nominale.

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L'aumento di capitale

Una volta ricevuto il corrispettivo per la vendita dei bond, come già ricordato, gli obbligazionisti saranno obbligati a reinvestirlo nell'aumento di capitale della banca. Chi aveva un titolo a reddito fisso, dunque, riceverà in cambio un'azione. Se quest'ultima si apprezzerà sul mercato, grazie al risanamento di Mps, la conversione dei bond risulterà conveniente. Altrimenti, l'adesione all'offerta si rivelerà un cattivo affare.

Lo spettro del bail-in

In base alle informazioni circolate finora, la conversione dei bond in azioni sarà considerata un successo solo se raggiungerà un numero di adesioni per almeno 1,5 miliardi di euro. In caso contrario, anche l'aumento di capitale sarà probabilmente un flop e il Monte dei Paschi subirà quasi certamente il tanto temuto bail-in. Si tratta, per chi non la conoscesse ancora, della nuova procedura di risoluzione delle crisi bancarie che impedisce di salvare un istituto di credito con soldi pubblici, facendo pagare tutto il prezzo del crack ai risparmiatori, svalutando in primis il valore delle azioni e dei bond subordinati dell'istituto.

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