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Economia

Mps, se i bond si trasformano in azioni

L'istituto toscano contempla l'ipotesi di convertire in capitale anche le obbligazioni senior e non soltanto quelle subordinate. Ecco cosa cambierebbe

Non soltanto i bond subordinati ma anche quelli ordinari. Sono le obbligazioni emesse dal Monte dei Paschi di Siena (Mps) che potrebbero essere convertite in futuro in azioni della banca. L'ipotesi circola da quando è stata redatta la relazione illustrativa del consiglio di amministrazione di Mps, preparata in vista della prossima assemblea straordinaria della società, in calendario per il 24 novembre.


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L'operazione servirebbe a raccogliere sul mercato una montagna di soldi e a evitare così un aumento di capitale che, con questi chiari di luna, rischia di essere a dir poco rovinoso. Per rimettersi in sesto, infatti, Mps deve trovare entro la fine dell'anno ben 5 miliardi di euro. Per raccogliere questa enorme liquidità, la banca può in teoria ricapitalizzarsi emettendo nuovi titoli sul mercato. Si tratta però di un'operazione difficilissima poiché oggi in borsa il Monte dei Paschi vale appena 1 miliardo di euro circa. Con un aumento di capitale eseguito emettendo nuove azioni, dunque, l'istituto di Siena dovrebbe pretendere un grande atto di fiducia agli investitori, chiedendo loro di mettere un mucchio di soldi in una banca dalle prospettive future incerte. Ecco dunque spiegato il perché questa operazione rischia di essere un fiasco e perché l'amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, valuta oggi tutte le soluzioni alternative.


Operazione complessa

Tra queste soluzioni alternative, c'è appunto una operazione che sulla carta sembra l'uovo di Colombo. Se trovare i soldi sul mercato è difficile, infatti, si può sempre pensare di trasformare il debito della società in capitale, convertendo appunto le obbligazioni in azioni. Da tempo si parla di una trasformazione dei soli bond subordinati (detti anche junior) che sono i titoli più rischiosi e più simili alle azioni . Nel caso di fallimento della banca, infatti, i possessori dei bond subordinati, sono trattati peggio degli altri creditori e hanno diritto a rivalersi sul patrimonio dell'istituto soltanto dopo che sono stati tutelati i dipendenti, i correntisti e i possessori dei bond ordinari (o senior).


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Ora, però, stra prendendo appunto quota un'altra ipotesi, quella di una conversione dei bond senior, cioè i titoli obbligazionari considerati meno rischiosi. Poiché Mps ha circa 5 miliardi di euro di obbligazioni subordinate e ben 17 miliardi di euro di bond senior, riuscendo a convertire in azioni tutte e entrambe le categorie di titoli (o almeno quelli in mano agli investitori istituzionali), risolverebbe gran parte dei problemi della banca. Il guaio è che questa operazione può avvenire solo su basi volontarie, creando un meccanismo che renda assai conveniente per gli obbligazionisti la scelta di diventare azionisti. Come riuscirci? E' a questo interrogativo che il management guidato da Morelli deve dare risposta.


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