Mini Imu, cinque consigli utili per pagare in modo corretto
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Mini Imu, cinque consigli utili per pagare in modo corretto
Economia

Mini Imu, cinque consigli utili per pagare in modo corretto

Verificare che il proprio Comune abbia variato le aliquote, calcolare l’importo in modo esatto ed eseguire il versamento entro il 24 gennaio

Quello con la mini Imu rappresenta il primo vero appuntamento fiscale del 2104 riguardante gli immobili. Come tutti ormai sanno si tratta di una coda amara del 2103, anno in cui l’Imu sulle prime case è stata abolita ma non in maniera totale. Siccome si tratta di un adempimento che riguarderà circa 12,6 milioni di italiani, è bene mettere in fila alcuni consigli pratici per evitare errori e adempiere in maniera corretta, se necessario, ai propri doveri fiscali.

Perché si deve pagare. Nonostante nel 2013, come accennato, il governo avesse deciso l’abolizione totale dell’Imu sulle abitazioni principali, l’esecutivo non è poi riuscito a trovare la copertura completa del gettito che sarebbe venuto a mancare nelle casse dei Comuni. Stiamo parlando di fondi per circa 1,1 miliardi di euro che ballavano. Sul filo di lana, lo Stato è riuscito a mettere a disposizione altri 600 milioni, ma i restanti 400 milioni dovranno arrivare comunque dalle tasche dei contribuenti. Vediamo come.

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Comuni interessati. La prima operazione che ogni contribuente proprietario di un’abitazione deve fare in queste ore è verificare se risiede in un Comune che ha variato le aliquote dell’Imu tra il 2012 e il 2013. Solo in queste realtà infatti, i contribuenti che posseggono una prima casa saranno chiamati a pagare la cosiddetta mini Imu. E’ stato calcolato che sono circa 2.300 i Comuni interessati, tra i quali figurano praticamente tutte le grandi città.

Quanto si dovrà pagare. Il calcolo del versamento da effettuare non è proprio agevole, e richiederà probabilmente l’intervento di un Caf o di un commercialista. In ogni caso, per chi volesse cimentarsi con carta, penna e calcolatrice, ecco le operazioni da eseguire. Si prende la rendita catastale del proprio immobile rivalutata per 165, quindi si applica prima l’aliquota base del 4 per mille e poi l’aliquota effettiva deliberata dal Comune, che in molte città è stata del 5 per mille, ma in alcuni casi è arrivata anche al massimo consentito del 6 per mille. Si fa quindi la differenza tra le due cifre ottenute e si calcola il 40 per cento di questo totale. Il contribuente infatti sarà tenuto proprio a versare il 40% della differenza tra quanto sborsato nel 2012 e quanto gli sarebbe stato richiesto nel 2013.

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Come pagare. Un emendamento introdotto all’ultimo momento nella legge di stabilità prevederebbe che i Comuni interessati ad incassare la mini Imu, inviino direttamente a casa del contribuente un bollettino prestampato con l’ammontare del versamento. C’è da credere però che saranno tante le realtà amministrative dove non ci saranno né i tempi e, aggiungiamo noi, né l’organizzazione burocratica sufficiente per far fronte a questo impegno. Di conseguenza il consiglio è quello di utilizzare in alternativa il classico modello F24, effettuando il versamento alla Posta oppure in banca.

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Quando. La scadenza ultima per il versamento della mini Imu è fissata inderogabilmente per il 24 gennaio. In caso si necessiti di aiuto per il calcolo dell’ammontare, il consiglio è quello di presentarsi prima possibile ai Caf o dal proprio commercialista, perché i tempi particolarmente ristretti entro i quali milioni di italiani saranno chiamati al pagamento dell’imposta potrebbero creare file molto lunghe.

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