Meridiana: le 5 cose da sapere sul futuro della compagnia
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Meridiana: le 5 cose da sapere sul futuro della compagnia
Economia

Meridiana: le 5 cose da sapere sul futuro della compagnia

Il vettore dell'Aga Khan è pronto a licenziare 1.600 dipendenti su un totale di 2.500 e ha presentato un piano di rilancio dei voli

Più di sei dipendenti su dieci del gruppo Meridiana rischiano il licenziamento. In tutto si tratta di 1.600 unità su un totale di quasi 2.500, una situazione così grave da spingere il governo a convincere la società a sospendere la procedura di mobilità fino al 21 ottobre. Ecco come si è giunti a cancellare di fatto il personale di una compagnia aerea che ha alle spalle più di 50 anni di attività.

La crisi della compagnia

La crisi del mercato europeo, la concorrenza agguerrita dei voli low cost e l’integrazione nel luglio 2011 con Air Italy, il vettore fondato da Giuseppe Gentile, sono tra i principali fattori che hanno contribuito ad affossare la compagnia creata nel 1963 col nome Alisarda dal principe ismaelita Aga Khan, artefice dello sviluppo della Costa Smeralda, e ridivenuto proprietario di Meridiana rilevando la totalità delle azioni in borsa nel maggio del 2013. Il gruppo (qui l'ultimo bilancio annuale) ha chiuso il 2012 con ricavi in flessione a 557 milioni rispetto ai 622 milioni del 2011 e con una perdita di oltre 190 milioni di euro (-110 milioni nel 2011).

Nove anni di cassa integrazione straordinaria

A inizio anno la compagnia di Olbia ha annunciato 1.200 esuberi provocando l’immediata reazione dei sindacati. L'azienda ha chiesto di riconoscere al proprio personale un trattamento di mobilità di durata compresa tra i tre e i cinque anni, alle medesime condizioni economiche previste oggi dalla cassa integrazione straordinaria, portando il periodo complessivo di sostegno sociale sino a nove anni.

Il presidente di Meridiana, Marco Rigotti, ha spiegato: "Nel caso di Meridiana l'esistenza di un rilevante numero di persone in esubero è nota dal 2011, è stato concesso un trattamento di cassa integrazione per quattro anni pari all'80% dello stipendio, senza alcun tetto, grazie allo speciale regime vigente nel settore del trasporto aereo. L'azienda si è inoltre impegnata ad impiegare il personale navigante con il meccanismo della cassa integrazione a rotazione, garantendo così il mantenimento delle certificazioni di volo".


Il braccio di ferro con i sindacati

I sindacati e il top management della compagnia sono arrivati ai ferri corti, tanto che questi ultimi hanno blindato la palazzina con filo spinato. I primi accusano la società di puntare solo su Air Italy (la compagnia più competitiva e meno costosa, basata a Malpensa), a scapito dei lavoratori della vecchia Meridiana. I manager, invece, dicono di non farcela più, a causa della cattiva gestione negli anni passati, e puntano il dito contro l’assunzione di 600 persone, solo dopo due stagioni di lavoro part - time, imposta da un decreto del tribunale nel 2010. “Lavoriamo con 1.000 dipendenti e 1.600 sono di più” ha detto l’amministratore delegato Roberto Scaramella.

Chi sono i dipendenti in esubero

La mobilità coinvolge 156 dipendenti di Meridiana Maintenance e 1.478 dipendenti di Meridiana Fly: 262 piloti, 896 assistenti di volo e 320 personale di terra.

Il nuovo piano industriale

Meridiana, stando al piano industriale presentato dall'a.d. Scaramella al ministro del Lavoro Poletti, prevede il potenziamento dello scalo di Napoli, dove sono previste sette nuove destinazioni e la connessione con grandi città quali Mosca, Atene e Londra, grazie anche ai quattro Boeing 737 di nuova generazione recentemente acquistati.

Il management, tuttavia, non intende mollare l'impegno in Sardegna, business storico e incentrato sull'aeroporto di Olbia, e punta ancora sulla controllata Air Italy per l'operatività. Rimangono ancora dubbi, invece, sulle future alleanze con grandi player del settore, dopo che si era parlato nelle scorse settimane della possibilità di una partnership con Qatar Airways.

"È accettabile che la dirigenza della compagnia abbia in mente un piano industriale che prevede la continuità dell'azienda ma non possiamo accettare che questo piano preveda l'espulsione della maggior parte dei lavoratori" ha detto il segretario nazionale della Filt Cgil, Nino Cortorillo.

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