Made in Italy: 10 brand finiti in mani straniere nel 2014
Marco Carli / Imagoeconomica
Made in Italy: 10 brand finiti in mani straniere nel 2014
Economia

Made in Italy: 10 brand finiti in mani straniere nel 2014

Ecco i principali marchi italiani acquistati da imprese e investitori esteri negli ultimi 12 mesi

Moda, industria e alimentare. Il 2014 ha visto di nuovo gli investitori stranieri fare man bassa di marchi storici italiani. Lo shopping vale oltre 2 miliardi di euro, secondo una recente stima della Coldiretti.

L'effetto della crisi negli ultimi sei anni, infatti, sembra aver favorito le operazioni di acquisizione, tanto che la società di consulenza Kpmg ha contato almeno 437 imprese di casa nostra passate in mani straniere nel quinquennio che va dal 2008 al 2012.

Di seguito, invece, elenchiamo le 10 principali operazioni degli ultimi 12 mesi.

Indesit passa a Whirlpool

Whirlpool ha sborsato più di 1 milardo di euro quest'anno per mangiarsi la rivale italiana Indesit. Lo scorso 11 luglio, dopo un anno e mezzo di indiscrezioni, ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Fineldo, la holding della famiglia Merloni, per l'acquisto a un prezzo di 758 milioni di euro di una quota di maggioranza pari al 60,4% dell'azienda marchigiana.

A novembre il colosso americano del bianco ha poi investito altri 344 milioni per lanciare un'opa sul 29,99% del capitale di Indesit, salendo così oltre il 95%, acquistando il capitale residuale per altri 32 milioni di euro. Indesit è stata delistata da Borsa italiana il 3 dicembre.

Blackstone entra in Versace

Dal bianco alla moda. A fine febbraio Versace ha chiuso l'accordo con il fondo americanao Blackstone per cedere il 20% del capitale della maison con un'iniezione di nuovi capitali per 150 milioni e l'acquisto di azioni per 60 milioni da Givi, la holding il cui capitale è diviso tra Allegra, Donatella e Santo Versace.

L'operazione ha comportato una valorizzazione dell'intero gruppo per 1 miliardo di euro. Alla famiglia resta, oltre al controllo, la libertà creativa e strategica della casa di moda fondata nel 1978 dallo stilista Gianni Versace

Krizia passa ai cinesi

Krizia, società fondata da Mariuccia Mandelli 60 anni fa, a fine febbraio ha annunciato il passaggio sotto il controllo di Shenzhen Maisfrolg Fashion, azienda cinese leader sul mercato asiatico del pret - à -porter di fascia alta guidata dalla donna Zhu ChongYun.

In quella data non sono state fornite ulteriori informazioni, anche se lo storico marchio, secondo quanto ricostruito successivamente da MF fashion, sarebbe costato ai cinesi 35 milioni di dollari (circa 26 milioni di euro).


Le mani del Qatar su Pal Zileri

A febbraio il fondo del Qatar Mayhoola, dopo aver rilevato Valentino, ha annuniciato l'acquisto della maggioranza (pari al 65%) della Forall, azienda vicentina che deteneva il marchio Pal Zileri. L'operazione, stando a quanto riportato in un report di Kpmg, è costata agli arabi circa 55 milioni di euro.

Poltrona Frau diventa americana

Poltrona Frau, marchio di prestigio del design e dell'arredamento, lo scorso febbraio rende pubblico l'accordo tra il fondo controllante Charme Investments, che fa capo alla famiglia di Luca Cordero di Montezemolo, e Franco Moschini per vendere il 58,6% dell'azienda marchigiana di Tolentino (Macerata).

Ad acquistare la quota, al prezzo di 2,96 euro ad azione (per un totale di circa 243 milioni di euro), è stata l'americana Haworth, gruppo specializzato nell'arredo per ambienti di lavoro dal fatturato a nove zeri e guidato dall'italiano Franco Bianchi.

Haworth, che era già partner di Poltrona Frau per la distribuzione nel Nord America, ha successivamente lanciato un'opa sulla parte restante del capitale. Il delisting di Poltrona Frau da Borsa italiana è avvenuto il 3 luglio.

Sughi Ragù e Bertolli dagli USA al Giappone

I marchi italiani Ragù e Bertolli (la divisione sughi e piatti pronti), già in mano alla multinazionale americana Unilever, sono passati ai giapponesi di Mizkan per 2,5 miliardi di dollari (circa 1,6 miliardi di euro). L'accordo, annunciato lo scorso maggio, ha incluso la cessione di due stabilimenti di produzione negli Stati Uniti.

Olio Berio e Sagra parlano mandarino

L'azienda lucchese Salov, controllata dalla famiglia Fontana, cui fanno capo i marchi Berio e Sagra e le produzioni riservate al private label della gdo, lo scorso ottobre è passata a Bright food, società controllata interamente dallo Stato cinese. Le società non hanno reso noti ulteriori dettagli dell'accordo.

Pasta Garofalo: arrivano gli spagnoli

Lo scorso giugno l'antico pastificio Lucio Garofalo di Gragnano (Napoli), controllato dalla famiglia Menna, ha annunciato di aver siglato un accordo per l'ingresso nella propria compagine azionaria della multinazionale spagnola Ebro Foods con il 52% del capitale sociale. L'investimento complessivo è di 62 milioni di euro.


I coreani comprano la Gelateria Fassi di Roma

Lo storico gruppo Palazzo del Freddo, che controlla la rinomata gelateria romana Fassi, è stata rilevato lo scorso luglio dalla coreana Haitai Confectionery and Foods.

Il gruppo romano, fondato da Giacomo Fassi nel 1880, era presente già in Corea con 82 punti vendita.

Dainese passa al sultano

Lo scorso 4 novembre Dainese, storico marchio del made in Italy di abbigliamento tecnico, in particolare motociclistico, è stato ceduto per 130 milioni a Investcorp, fondo d'investimento del Bahrain, che ora controlla l'80% dell'azienda di Molvena (Vicenza) fondata nel 1972 da Lino Dainese.
 

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