Lottomatica, nel 2016 generati 2,3 miliardi di euro di Pil
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Lottomatica, nel 2016 generati 2,3 miliardi di euro di Pil
Economia

Lottomatica, nel 2016 generati 2,3 miliardi di euro di Pil

Presentato il rapporto di comunità dell'azienda, che ha contribuito con 1,3 miliardi di euro al fisco e creato oltre 28 mila posti di lavoro

Il totale fa 2,3 miliardi di euro di Pil. È la cifra, il valore generato da Lottomatica nel 2016 mettendo insieme le attività svolte nel proprio mercato, gli investimenti sul territorio, la distribuzione di reddito ai lavoratori. Non è il solo dato da sottolineare: ci sono gli 1,3 miliardi di euro versati a fisco e previdenza, i 28.400 posti di lavoro creati direttamente e indirettamente, tramite l’indotto.

La società guidata da Fabio Cairoli fa i conti e, in collaborazione con EY, decide di stimare qual è il suo contributo al Paese. L’occasione è l’ultimo rapporto di comunità, appena presentato a Roma. «Abbiamo scelto di provare a darci un valore» rimarca Cairoli, presidente e amministratore delegato di Lottomatica Holding. Non è finita: ci sono da considerare le entrate dal gioco gestito dalla società, intorno ai 4,3 miliardi di euro, che rappresentano quasi l’1 per cento del totale degli incassi tributari dello Stato.

È il segno di un’impronta, un peso specifico sull’economia nazionale, «i frutti di un settore che trae origine da una lunga tradizione e una grande scelta di legalizzazione» dice ancora Cairoli.

Fabio Cairoli, presidente e amministratore delegato di Lottomatica HoldingLottomatica

C’è poi un altro versante, quello della responsabilità sociale, «in cui abbiamo avuto grandi conferme». A cominciare dalle campagne per promuovere il gioco responsabile e prevenire quello minorile, mosse da un investimento di 15 milioni di euro in 10 anni, oltre un milione solo l’anno scorso.

Ci sono i contributi alla cultura, intesa in un senso molto ampio. Dai restauri e lavori di riqualificazione di opere d’arte, come la tomba di Giulio II nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma, a progetti legati al mondo dello sport realizzati in collaborazione con il Coni, come «Vincere da grandi».

«Non vogliamo sostituirci allo Stato» chiosa Cairoli «ma esprimere un punto di vista. Crediamo che un’azienda che sventoli la bandiera della responsabilità sociale, di aiuto alla collettività che la circonda, non possa prescindere da questa sensibilità».

Da qui l’ultima iniziativa in ordine temporale, che entrerà nel rapporto di comunità del prossimo anno, ma che è giusto menzionare: «Generazione cultura». Periodi di formazione e stage retribuiti per 100 neolaureati in 25 istituzioni, tra musei e siti archeologici di primissimo livello.

«In sintesi» conclude Cairoli «confermiamo la volontà di relazionarci con la comunità che ci circonda in maniera responsabile. Confermando i nostri progetti storici, perché funzionano, perché ci crediamo, perché hanno un ritorno valoriale. Aggiungendo un investimento sui giovani, sulle nuove leve, che meritano un supporto».

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