Economia

Loan, il mutuo Usa non è più un tabù

Loan. Loan. Loan. Sembra incredibile, ma Oltreoceano quello che è stato per anni (4 almeno) un tabù o quasi torna a farsi sentire. Sta per mutuo. Mutuo per ogni esigenza: case, uffici, garage o capanne (quelle no, forse…). Motivo: i …Leggi tutto

Loan. Loan. Loan. Sembra incredibile, ma Oltreoceano quello che è stato per anni (4 almeno) un tabù o quasi torna a farsi sentire. Sta per mutuo. Mutuo per ogni esigenza: case, uffici, garage o capanne (quelle no, forse…). Motivo: i tassi sono bassi, bassissimi. E chi può ne approfitta.

A metà maggio viaggiavano sul 3,79% per i contratti a 30 anni. Un vero affare, insomma. Garantito da un costo del denaro pressoché nullo. Per fare un raffronto basti pensare che nel 2005 quando il mercato immobiliare Usa era al top il tasso medio superava il 6%, quasi il doppio!

E ancora: pure le vendite di case hanno ritrovato lo slancio dopo anni di caduta libera. A certificarlo è il bollettino del ministero del Commercio: +9,9% ad aprile 2012 sullo stesso mese del 2011. Anche l’associazione degli intermediari ha voluto dire la sua calcolando in 4,62 milioni le compravendite messe a segno in 12 mesi sull’intero territorio Usa.

Roba da agenti immobiliari o gente in cerca dell’ultimo affare? Non solo. Qui c’è in ballo l’uscita stessa della crisi più nera che si ricordi dai tempi della Grande Depressione al via nel 1929. Perché a dettare le regole del gioco è proprio il mattone. Se l’industria immobiliare va, l’economia tutta tira. Se non va, sono guai. Serissimi. E non è un caso se all’inizio della fine ci siano stati proprio i mutui subprime (altra parolina magica!) concessi a chiunque ma proprio a chiunque.

Per cantare vittoria è ancora presto, che sia chiaro! Ma un segnale positivo c’è. Ed è vero! E in Italia? Tutto tace. Per ora. Le vendite di case sono al palo con tempi biblici per le trattative e i ribassi sui prezzi richiesti sono ancora a doppia cifra. Non dappertutto, però… E i mutui? Sono al palo pure quelli. Le proiezioni per il 2012 dicono 200 mila contratti circa contro i 450 mila e più in tempi normali. Mica di boom! E pazienza se i tassi non sono affatto male complice ancora una volta il basso costo del denaro.

Proprio a metà maggio l’offerta migliore sul fronte variabile si aggirava sul 3,57% (tasso base + spread imposto dal singolo istituto di credito). Con uno scarto medio sul fisso del 2% circa. Ma attenzione: lungo lo Stivale sono proprio i signori delle banche i primi a dire “no”. Non concedono mutui. Punto e basta. O lo fanno con il contagocce. Esigendo garanzie di ogni tipo.

Ma se si vuole tentare la ripresa bisognerebbe fare in modo che allarghino i cordini delle borse. Vale per i privati. Ma anche e forse soprattutto per le imprese. Chiaro? Come dire: è ora che i Monti Boys passino dalle parole ai fatti!

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