Legge di stabilità: i troppi esclusi dai tagli alle tasse di Letta
Legge di stabilità: i troppi esclusi dai tagli alle tasse di Letta
Economia

Legge di stabilità: i troppi esclusi dai tagli alle tasse di Letta

Più di 25 milioni di persone non avranno benefici. Ecco perché la Corte dei Conti ha bocciato la manovra economica sulla riduzione del cuneo fiscale

Circa 25 milioni di persone non avranno alcun taglio alle tasse. E' quanto sostiene la Corte dei Conti, che esprime un giudizio severo sulla Legge di Stabilità e sui provvedimenti adottati dal governo per ridurre il cuneo fiscale, cioè le alte tasse sul lavoro e sulle retribuzioni. Il premier Letta li considera un importante passo in avanti anche se, conti alla mano, si tratta in realtà di misure di portata modesta, capaci di rimettere nelle tasche degli italiani (attraverso una detrazione sull'irpef) una somma complessiva non superiore a 168 euro all'anno.

TUTTO SULLA LEGGE DI STABILITA'

A confermarlo è stato il presidente della stessa Corte dei Conti, Raffaele Squitieri , in un'audizione davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato, dove ha definito gli sgravi del governo “molto contenuti”, rincarando poi la dose con un'altra osservazione, tutt'altro che trascurabile. Secondo Squitieri, infatti, i tagli alle tasse di Letta riguardano una platea limitata di contribuenti, cioè circa 4 su 10, mentre restano esclusi ben 25 milioni di italiani tra pensionati, lavoratori autonomi e incapienti. Si tratta di categorie che spesso attraversano gravi disagi economici, almeno in questo periodo, e che sono state appunto trascurate dalla manovra economica. Il che, secondo la Corte dei Conti, comporta “evidenti problemi distributivi e di equità”.

GLI INCAPIENTI DIMENTICATI

In particolare, la Legge di Stabilità sembra essersi dimenticata della categoria di contribuenti più disagiata in assoluto, citata anche da Squitieri nella sua audizione al Senato. Si tratta dei cosiddetti incapienti, cioè quegli italiani che hanno un reddito molto basso e che, per questa ragione, pagano ogni anno pochissime tasse o non le pagano affatto. Visto che non versano nemmeno un centesimo d'imposta (grazie alle deduzioni e alle detrazioni sull'irpef che già esistono in Italia), gli incapienti non trarranno dunque alcun beneficio dagli sgravi fiscali appena messi in cantiere dal governo con la manovra economica. In totale, secondo le stime elaborate dall'Ires-Cgil (con la Fondazione Bruno Trentin e il Cer), la platea degli incapienti annovera tra le proprie fila ben 8,9 milioni di persone, tra cui 3,5 milioni di lavoratori dipendenti e 3,7 milioni di pensionati. E' un nutrito esercito di italiani che, almeno per adesso, possono scordarsi il taglio alle tasse di Letta.

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