Economia

Lavoro, come diventare Community manager

Sempre più spesso sento frasi del tipo “quello che viene scritto sul web non è cancellabile, rimarrà per sempre, quindi fate attenzione a quello che scrivete e postate!!”. Un monito che risulta tanto inquietante quanto reale. Non sarà mica che …Leggi tutto

(Credits: iStockphoto)

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Sempre più spesso sento frasi del tipo “quello che viene scritto sul web non è cancellabile, rimarrà per sempre, quindi fate attenzione a quello che scrivete e postate!!”. Un monito che risulta tanto inquietante quanto reale. Non sarà mica che la gente che segnala queste accortezze sia rimasta “scottata” in prima persona, presentandosi magari al colloquio di lavoro e sentirsi dire dall’interlocutore: “ho visitato il suo profilo Facebook, divertente quella foto dove appare ubriaco e mezzo nudo sul marciapiede”. Scherzi a parte, quello che scriviamo sui social media è importante e se è interessante, tanto meglio.

IL CONTESTO IN CUI OPERA
I contenuti su internet sono sempre più un valore, un elemento che condiziona il lettore/utente in modo spesso definitivo portandolo a seguire quel blogger o quella pagina Facebook in modo continuativo o a disfarsene per sempre. Quello che leggiamo sui social media può essere formativo, informativo, divertente, ecc. ecc. ma comunque deve essere di nostro interesse.

Qui entra in gioco una figura professionale relativamente nuova nata con il web 2.0 che si occupa di gestire la comunicazione dei brand cliente attraverso i diversi canali messi a disposizione dalla rete in linea con le strategie aziendali e con la loro “personalità” per creare engagement con il target di riferimento. Stiamo parlando del Community Manager.

COSA FA
Le mansioni di questo profilo professionale sono varie: dopo aver analizzato le esigenze e gli obiettivi del cliente si occupa di pianificare la strategia scegliendo i canali più adatti (blog aziendale, pagina Facebook del brand, account Twitter, ecc.), progettare la struttura della community e coordinarne le attività. Dopo questa prima fase monitora costantemente i canali social dei brand, realizza i piani editoriali, scrive i contenuti – possibilmente di interesse – secondo il piano editoriale sui diversi canali, gestisce e stimola le conversazioni interagendo con gli utenti amministrando e moderando le conversazioni e si occupa della fase di reportistica sui risultati delle attività e sulle interazioni che avvengono.

Definisce inoltre, quando necessario, le “buone maniere” della comunità virtuale e le regole di buon comportamento. In certi casi il community manager si occupa anche della fase di accounting gestendo direttamente il rapporto con il cliente.

COME SI FORMA
Le strade per arrivare a coprire questa professione sono numerose, quindi la formazione può essere varia e prevedere percorsi di laurea anche molto lontani tra loro come:
• comunicazione
• marketing
• lettere
• economia
• design della comunicazione
Ma le porte ad altre facoltà non sono chiuse. La conoscenza nell’ambito comunicazione e marketing è un plus, ma la caratteristica principale richiesta è l’interesse per i social media e, possibilmente, un’esperienza precedente sul campo anche non lavorativa come la gestione di un blog personale o una presenza attiva sui social network.

DOVE LAVORA
Essendo un profilo professionale recente non è semplice tracciare un percorso univoco di crescita di questa professione. Oltre a un percorso all’interno di agenzie legate al mondo della comunicazione che può portare al ruolo di account director (persona che gestisce un team di 5-10 persone), è in crescita l’interesse da parte delle aziende nei confronti di queste figure, utili nella gestione interna del rapporto con le agenzie e di un’impostazione sempre più consapevole di attività sui social media, un mondo che ancora troppo spesso risulta nebuloso.

QUANTO GUADAGNA
Il compenso è variabile, indicativamente per figure junior che hanno concluso uno stage si parte da circa 1.000 euro per arrivare a 1.800/2.000 euro per le figure più senior.

I SITI DI RIFERIMENTO
mashable.com – portale che presenta aggiornamenti e news sul settore
vincos.it – blog che si occupa di marketing, social media e molto altro

CHI SEGUIRE SU TWITTER
@jeffbullas – esperto di social media
@briansolis – esperto di nuovi media
@Cinazza – autrice del libro “Facebook per tutti – Guida per divertirsi in sicurezza”

L’INTERVISTA
Per entrare nel merito di questa professione ho parlato con Stefano Voltan, 24 anni, account manager in We Are Social – wearesocial.it, dove è possibile seguire un blog con aggiornamenti quotidiani -, una conversation agency che si occupa di far comunicare le aziende con i propri consumatori grazie all’utilizzo dei social media:

- mi racconti in 3 righe la tua evoluzione, dal tuo ingresso nel mondo digital a oggi?

Sono entrato a lavorare in We Are Social immediatamente dopo la laurea triennale in Design della Comunicazione, al Politecnico di Milano. Per i primi mesi ho avuto l’opportunità di imparare a lavorare all’interno dell’agenzia come Account Executive, portando avanti attività operative come il community management e la creazione di contenuti. L’evoluzione naturale è stata quella di imparare a gestire progetti più complessi, fino a sviluppare le skills necessarie per gestire un team di persone.

- consigli per chi si affaccia sulla professione?

Non pensare che lavorare nell’ambito dei social media significhi semplicemente gestire pagine o scrivere alle persone tramite queste. È molto importante capire sempre quali sono le persone, gli obiettivi e le strategie migliori per produrre contenuti e iniziative che risultino interessanti per le persone.

- che tipo di persone incontri durante la tua attività professionale?

Lavoro quotidianamente con il team (in ufficio) e con i clienti che seguo (al telefono, via mail). Le persone con cui parlo fanno parte per lo più del reparto marketing dell’azienda, a diversi livelli. Nonostante i momenti di pressione e, a volte, di “intenso confronto”, penso che uno degli aspetti più interessanti di questo lavoro sia la possibilità di condividere conoscenze diverse sia internamente che con i propri clienti.

- ti capita spesso di viaggiare, effettuare spostamenti frequenti?

Non così spesso, due o tre giorni al mese. In molti casi si tratta di meeting organizzati per condividere un nuovo progetto, un brief o un momento di verifica. Può capitare anche di partecipare ad eventi legati ad un certo progetto.

- come ti aggiorni, ci sono libri ad hoc?

Ci sono molti libri: per chi vuole cominciare senza accendere il computer, consiglio “Groundswell” di Chalene Li e Josh Bernoff ma, in un contesto così dinamico, penso sia ancora più importante essere sempre aggiornati attraverso un feed RSS ricco e con le fonti giuste.

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