Italia-Iran, i business dietro gli accordi
ANGELO CARCONI/ANSA
Italia-Iran, i business dietro gli accordi
Economia

Italia-Iran, i business dietro gli accordi

Le nuove relazioni diplomatiche tra Roma e Teheran valgono 15-17 miliardi di euro. Ecco le aziende che se ne avvantaggiano da Danieli fino a Saipem

Dieci accordi industriali che valgono nel complesso la bellezza di 15-17 miliardi di euro. Sono quelli che in queste ore l'Italia sta siglando con l'Iran, approfittando della visita a Roma del presidente Hassan Rohani.

Assieme alle strette di mano della diplomazia, infatti, ci sono parecchie intese economiche che vedono protagoniste diverse imprese italiane, tutte pronte ad approfittare della fine dell'embargo contro Tehran e della nuova apertura al mondo dell'economia persiana.

Ecco, di seguito, una panoramica sulle maggiori aziende coinvolte nei nuovi business con l'Iran.

Danieli

Uno dei business più ricchi legati agli accordi con l'Iran se l'è aggiudicato il gruppo siderurgico Danieli. La società friulana ha siglato un' intesa commerciale che vale ben 5,7 miliardi di euro e prevede la fornitura a Tehran di materiale e macchinari per l'industria. In particolare, nascerà una joint venture che si chiamerà Persian Metallic e produrrà circa 6 milioni di tonnellate l'anno di semilavorati, utilizzando minerale di ferro.

Fincantieri

Un importante accordo da 150 milioni di euro è stato siglato dal gruppo Fincantieri. La sua controllata Isotta Fraschini fornirà 70 locomotori all'azienda ferroviaria iraniana Wagon Pars e 600 propulsori marini a un'altra società di Tehran, il gruppo Arka Tajarat Qeshm.

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Finmeccanica

Grandi opportunità si aprono per Finmeccanica visto che in Iran, nei prossimi anni, si prevede un aumento di 10 miliardi di euro delle spese per la difesa, un settore di cui la società guidata da Mauro Moretti è un grande fornitore. Intanto, nell'aviazione civile, il gruppo Finmeccanica ha firmato un accordo per la fornitura di 20 velivoli Atr alla compagnia aerea persiana Meraj airline, per un totale di 400 milioni di euro.

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Fs

Anche il gruppo Fs si appresta a raccogliere i frutti degli accordi Italia-Iran. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio e il suo collega a Tehran, Abbas Akhoundi, hanno infatti firmato un memorandum d'intesa per un ruolo delle Ferrovie dello Stato nello sviluppo della rete iraniana. In particolare, la controllata di Fs Italferr, che si occupa di costruzioni, presterà assistenza tecnica nel progetto della linea da alta velocità tra Teheran e le città di Qom e Isfahan. I lavori sono già in corso e si estendono su circa 400 chilometri.

Itinera

E' la società del Gruppo Gavio che si occupa della costruzione di grandi infrastrutture (in particolare di ferrovie e autostrade). Ha firmato un accordo in jont venture con alcune società iraniane per lo sviluppo congiunto di alcuni progetti, in particolare in campo ferroviario. Il valore potenziale delle opere arriva sino a 4 miliardi di euro. Coinvolto nel business delle infrastrutture ferroviarie in Iran anche il gruppo Condotte.

Sace

Grazie agli accordi con Tehran, arriverà un tesoretto anche per Sace, gruppo controllato dal Tesoro (attraverso la Cassa Depositi e Prestiti) e specializzato nelle assicurazioni sui crediti commerciali all'estero delle aziende italiane. Il governatore della Banca Centrale Iraniana, Valiollah Seif, ha firmato un' intesa per cui, entro il 15 ottobre 2016, vi sarà il pagamentoa Sace di 564 milioni di euro in tre rate per vecchi finanziamenti non saldati da controparti iraniane, dopo il blocco dei pagamenti imposto dalle sanzioni internazionali.

Saipem

Importantissimo accordo anche per Saipem (gruppo Eni) per la costruzione di infrastrutture energetiche sul territorio, in partnership con due importantissime aziende iraniane: National Gas Company e Persian Oil&Gas Company. L'intesa porterà a una collaborazione che vale potenzialmente fino a 5 miliardi di dollari, per la costruzione di un gasdotto da 1.800 chilometri e per l'ammodernamento di due importanti raffinerie nelle località di Pars Shiraz e Tabriz.

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