Italia in recessione anche nel 2014
PAOLO CERRONI / Imagoeconomica
Italia in recessione anche nel 2014
Economia

Italia in recessione anche nel 2014

Il pareggio di bilancio è rinviato al 2017. Il governo, con l'aggiornamento del documento di Economia e Finanza, prevede che il Pil tornerà a crescere nel 2015

L'Italia chiuderà anche il 2014 in recessione. Il governo ieri ha abbassato le stime di aprile e con la nota di aggiornamento del documento di Economia e Finanza (Def) indica che il Pil chiuderà quest'anno a -0,3% (e l'Istat prevede intanto che anche il terzo trimestre avrà il segno meno) per tornare a crescere, allo 0,6% nel 2015.

Deficit programmatico

Pienamente rispettato però, sottolinea il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al termine del Cdm che ha approvato la nota, il "fondamentale vincolo" del 3%. Il rapporto deficit/Pil si attesterà infatti quest'anno precisamente sul filo di questa soglia (al 3%) per calare leggermente al 2,9% il prossimo anno.

Il governo, con le leggi attualmente in vigore, stima il rapporto al 2,2% ma fissa il deficit programmatico al 2,9%. Questo darebbe così margini di iniziativa per stimolare l'economia per il prossimo anno.

"Nessuna manovra aggiuntiva" per il 2014, assicura nuovamente il sottosegretario alla presidenza Graziano Delrio. Ma visto "il quadro macroecnomico deteriorato" è "lecito" pero', spiega Padoan, invocare le "circostanze eccezionali" già previste dalle regole Ue per "rallentare" l'aggiustamento strutturale di bilancio e rinviare "al 2017" il raggiungimento del pareggio di bilancio previsto dal Fiscal Compact.

Il giudizio di Bruxelles

Certo, bisognerà aspettare il giudizio di Bruxelles ma, assicura il ministro, con la commissione, cui è già stata inviata la nota di aggiornamento, "ci sarà normale dialogo con Bruxelles, sia con commissione uscente sia con quella entrante". E quindi un giudizio che arriverà "sulla legge di stabilità", dopo il 15 ottobre.

Legge di stabilità che sarà comunque orientata alla crescita, con la conferma degli 80 euro e "un rafforzamento del taglio del cuneo per le imprese" secondo modalità che sono ancora in via di definizione.

Così come è allo studio l'ipotesi lanciata dal premier Matteo Renzi di rendere disponibile il Tfr in busta paga, un "argomento in discussione" taglia corto Padoan.


Tfr in busta paga, di quanto crescerebbero gli stipendi


Ci saranno invece con certezza le risorse per avviare il superamento del patto di stabilità interno per gli enti locali. E anche "risorse sufficienti" per avviare "in maniera efficace la riforma del mercato del lavoro. Le coperture per i nuovi ammortizzatori, ha spiegato il ministro, arriveranno "da un insieme di voci, dalla spending review, e da misure dal lato delle entrate, che non significa maggiori imposte ma efficentamento delle entrate, tax expenditur per intenderci e dall'utilizzazione dei margini di bilancio".

Revisione della spesa

La revisione della spesa in particolare, ha sottolineato Padoan, "sarà approfondita e servirà ad accrescere la copertura permanente dei tagli di imposte e rendera' ulteriormente credibile l'operazione".

Anche il debito è visto in salita, al 131,7 quest'anno e al 133,6 l'anno prossimo, anche per effetto di un piano di privatizzazioni che va a rilento. Quest'anno "faremo meno di quanto previsto (cioe' lo 0,7% del Pil) - ammette Padoan ma recupereremo l'anno prossimo". (Ansa)

Ti potrebbe piacere anche

I più letti