Irpef, perché sarà difficile tagliarla anche ai pensionati
Guido Montani/Ansa
Irpef, perché sarà difficile tagliarla anche ai pensionati
Economia

Irpef, perché sarà difficile tagliarla anche ai pensionati

Tra i sindacati e nella maggioranza, c'è chi preme per estendere la riduzione delle tasse anche agli assegni Inps e ai compensi dei lavoratori autonomi. Ma i soldi non ci sono

Estendere il taglio delle tasse anche ai pensionati e alle partite iva. Sono le proposte giunte in questi giorni dal mondo politico e sindacale, mentre il governo sta lavorando alla preannunciata riduzione dell'ipef (imposta sui redditi delle persone fisiche) che porterà a un aumento massimo di 80 euro netti al mese nelle buste paga dei lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 25mila euro lordi annui.

LE NUOVE DETRAZIONI DI RENZI

Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, ha invitato l'esecutivo a non dimenticarsi dei pensionati, cioè a estendere anche agli anziani già a riposo una parte dei tagli all'irpef . Il premier Renzi ha detto che, almeno per adesso, una misura di questo tipo non è attuabile ma che verrà messa in cantiere a partire dal 2015. Il ministro dell'interno e leader del Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano, spinge invece per allargare gli sgravi fiscali anche a una parte del popolo delle partite iva, cioè ai lavoratori autonomi con un reddito medio-basso.

TAGLI MILIARDARI

Ma quanto costerebbero tutti questi tagli all'irpef, se venissero realizzati davvero?. Tanti soldi. Ed è proprio per questa ragione che sarà difficile vederli diventare realtà nel giro di poco. Per coprire la riduzione delle tasse già annunciata per i lavoratori dipendenti, il governo dovrà infatti rastrellare più di 6 miliardi di euro quest'anno e 10 miliardi a regime, cioè nell'arco di 12 mesi. Dunque, dati i vincoli di bilancio imposti dall'Europa al nostro paese, sembra difficile poter allargare ancora i cordoni della borsa e ridurre le imposte ad altre categorie di contribuenti.

Per rendersene conto, basta dare un'occhiata alle statistiche sui pensionati. In Italia, infatti, ci sono ben 6 milioni di anziani che ricevono dall'Inps un assegno mensile inferiore a 1.000 euro lordi al mese. Dare a tutte queste persone un aumento di 80 euro al mese sulla pensione, come quello promesso da Renzi per le buste-paga, costerebbe altri 6 miliardi di euro all'anno o 3 miliardi, nell'ipotesi di uno sgravio fiscale più contenuto, nell'ordine di 40 euro al mese. Se invece il taglio delle tasse venisse allargato a tutti i pensionati che guadagnano meno di 1.500 euro lordi ogni mese, verrebbe coinvolta una platea di 10,7 milioni di anziani, con un costo complessivo tra 6 e 10 miliardi all'anno.

L'IRPEF E LE PARTITE IVA

Più praticabile è invece qualche sgravio fiscale a favore di una parte del popolo delle partite iva. Secondo le statistiche del Ministero dell'Economia, gli italiani che dichiarano dei redditi da lavoro autonomo inferiori a 26mila euro sono infatti meno di 400mila in totale. Concedere a questi contribuenti una riduzione delle imposte di mille euro all'anno costerebbe dunque meno di mezzo miliardo di euro. Gli effetti, però, si vedrebbero probabilmente dal prossimo anno, visto che le partite iva calcoleranno l'irpef del 2014 soltanto nella primavera del 2015, quando presenteranno la dichiarazione dei redditi con il Modello Unico. Anche per gli autonomi, insomma, il taglio delle tasse resta un desiderio inappagato, almeno per ora.

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