Bonus Irpef, cosa prevede il decreto
ALESSANDRO PARIS / Imagoeconomica
Bonus Irpef, cosa prevede il decreto
Economia

Bonus Irpef, cosa prevede il decreto

80 euro al mese tondi fino a dicembre per i contribuenti con reddito fino a 24 mila euro. I soldi arriveranno da tagli ai ministeri (soffre di più la Difesa), dalla tassazione delle rendite (anche sui conti correnti) e delle banche e dalla lotta all'evasione

È arrivata la tanto attesa versione finale del decreto per ridurre l'Irpef nel 2014. Ecco in cosa consiste il bonus, a chi spetta e dove si troveranno i 10 miliardi di coperture solo per il 2014.

IL BONUS
Il bonus avrà la forma di uno sconto fiscale Irpef, come prevede il testo finale di cui l'ANSA ha preso visione e sarà di 640 euro, 80 al mese fino a dicembre, per i contribuenti con reddito fino a 24.000 euro. Sono esclusi gli incapienti (chi non paga Irpef perché le detrazioni superano il dovuto). Da 24.000 a 26.000 euro il bonus decresce fino a zero. L'Inps potrà recuperare i contributi non versati dai sostituti di imposta alle gestioni previdenziali, rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all'Erario nella sua qualità di sostituto d'imposta.
 
TAGLI AI MINISTERI - 240/300 MILIONI
Tagli per 240 milioni di euro, invece dei precedenti 200,nel 2014 e da 300 milioni a partire dal 2015 che andranno divisi fra i Ministeri e, adesso, la Presidenza del Consiglio, precedentemente esclusa. Le voci di spesa da ridurre vanno individuate con decreto del Presidente del consiglio entro 15 giorni dall'entrata in vigore del decreto.
Il peso maggiore dei tagli sarà del ministero della difesa che dovrà prevedere riduzioni (o anche compensare tra diversi capitoli) per 75,3 milioni nel 2014 e per 112,8 milioni dal 2015. Segue il ministero dell'Economia con 41,9 milioni nel 2014 e 62,8 nel 2015 e il ministero dell'interno (35,1 milioni nel 2014, 52,7 milioni nel 2015).
Tutti i ministeri, con un peso diverso, dovranno contribuire. Nel 2014 la riduzione e' di 6,3 milioni per il ministro dell'Istruzione (ma non potranno essere toccate le spese per il funzionamento delle istituzioni scolastiche), di 900 mila euro per il ministero del Lavoro, di 5,9 milioni per il ministero dei Beni Culturali, di 5,8 milioni per il ministero della Salute, di 12 milioni per il ministero della Giustizia, di 1,6 milioni per il ministero dello Sviluppo, di 3,4 milioni per le Politiche agricole, di 5,6 milioni per i Trasporti, di 1,3 milioni per l'Ambiente, di 5,1 milioni per gli Affari Esteri)

TASSAZIONE RENDITE E BANCHE
Scatta dal primo luglio l'aumento dal 20% al 26% dell'aliquota sulle rendite finanziarie che interesserà anche i dividendi staccati successivamente, le plusvalenze di azioni e fondi, nonchè interessi su conti correnti e depositi postali. L'aumento non tocca i titoli di Stato, come Bot e Btp.
L'imposta sulla rivalutazione delle quote della Banca d'Italia in mano agli istituti di credito, che il Dl Irpef ha alzato al 26%, dovrà essere versata "in un'unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2013", ovvero giugno. Il testo aggiunge anche che "il valore fiscale delle quote si considera
riallineato al maggior valore iscritto in bilancio, fino a concorrenza del valore nominale, a partire dal periodo d'imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto"
 
TAGLI AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
Le amministrazioni pubbliche potranno ridurre del 5% gli importi dei contratti per beni e servizi. I contratti possono essere rinegoziati in funzione della riduzione ed è fatta salva la possibilità di recedere entro 30 giorni senza penali. Le amministrazioni potranno stipulare nuovi contratti usando le convenzioni-quadro della Consip, delle centrali di committenza regionali o tramite affidamento diretto.
 
LOTTA ALL'EVASIONE - 15 MILIARDI
Almeno 15 miliardi nel 2015 dalla lotta all'evasione. È la previsione contenuta nel Dl Irpef: il Governo varerà un programma per conseguire nel 2015 un aumento "di almeno 2 miliardi di entrate dalla lotta all'evasione fiscale" rispetto al 2013, quando, ha spiegato recentemente l'Agenzia delle Entrate, gli incassi sono stati di 13 miliardi.
Il Governo - recita il testo del dl - "entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, presenta alle Camere un rapporto sulla realizzazione delle strategie di contrasto all'evasione fiscale, sui risultati conseguiti nel 2013 e nell'anno in corso, nonchè su quelli attesi, con riferimento sia al recupero di gettito derivante da accertamento di evasione che a quello attribuibile alla maggiore propensione all'adempimento da parte dei contribuenti, come effetto delle misure e degli interventi definiti".
Allo stesso tempo, arriva un'aggiunta rispetto al testo di venerdì scorso: "anche sulla base degli indirizzi delle Camere, il Governo definisce un programma di ulteriori misure ed interventi al fine di implementare, anche attraverso la cooperazione internazionale ed il rafforzamento dei controlli, l'azione di prevenzione e di contrasto all'evasione fiscale allo scopo di conseguire nell'anno 2015 un incremento di almeno 2 miliardi di euro di entrate dalla lotta all'evasione fiscale rispetto a quelle ottenute nell'anno 2013".
 
 

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