Inps in rosso, ecco di chi è la colpa
Ettore Ferrari/Ansa
Inps in rosso, ecco di chi è la colpa
Economia

Inps in rosso, ecco di chi è la colpa

Aumento dei pensionati statali, blocco del turnover negli uffici e qualche artificio nel bilancio pubblico sono le cause del buco

L'Inps è in rosso, ma le pensioni degli italiani non sono a rischio. Tra allarmi e rassicurazioni, si continua a discutere sul buco di bilancio dell'Istituto nazionale della previdenza, di cui ha parlato la settimana scorsa anche il presidente Antonio Mastrapasqua, in un'audizione in Parlamento. Il rosso astronomico nei conti dell'Inps, come è ormai ben noto, è stato causato dal recente accorpamento dell'Inpdap , l'ente pensionistico dei dipendenti pubblici, che ha portato in dote un deficit annuo di quasi 6 miliardi di euro. Questo squilibrio contabile e patrimoniale dell'Inpdap, però, ha origine a sua volta in tre diversi fattori. Eccoli nel dettaglio.

L'INPS IN ROSSO

PERCHE' IL SUPERINPS NASCE COL BUCO

STATALI IN DIMINUZIONE

Da più di dieci anni a questa parte, gli organici della pubblica amministrazione hanno subito un consistente dimagrimento, soprattutto a causa del blocco del turnover (cioè la sostituzione automatica dei dipendenti più anziani che vanno in pensione, con giovani neo assunti). Dagli oltre 3,5 milioni di 11 anni fa, il numero degli statali è sceso nel 2011 sotto la soglia di 3,3 milioni, con una inevitabile conseguenza: oggi, nella Pubblica Amministrazione, ci sono molti meno impiegati in attività che versano i contributi per finanziare le pensioni dei loro colleghi più anziani ormai a riposo.

AUMENTO DELLE PENSIONI

Sui conti dell'Inpdap (e quindi su quelli dell'Inps) ha pesato in maniera significativa anche l'aumento delle pensioni dei dipendenti pubblici il cui importo, negli ultimi dieci anni, è cresciuto più dell'inflazione. Dai 16.700 euro lordi del 2002, l'assegno medio incassato dagli statali a riposo è salito nel 2011 a 21.800 euro, con un rialzo annuo superiore di oltre un punto rispetto al rincaro dei prezzi. E così, nell'arco dell'ultimo decennio, la spesa complessiva sostenuta ogni 12 mesi dall'Inpdap è cresciuta complessivamente del 50%, da 40 miliardi di euro sino a 60 miliardi circa.

MAQUILLAGE CONTABILI

Infine, a deteriorare i conti dell'Inpdap, ha contribuito pure il maquillage contabile effettuato dal governo Prodi, con la Finanziaria 2008. Circa sei anni fa, infatti, i trasferimenti di denaro dovuti all'Inpdap dagli enti pubblici (per pagare le pensioni dei loro dipendenti) furono classificati come anticipazioni di tesoreria e non più come pagamenti pensionistici. Si tratta di un artificio di bilancio che ha trasformato l'Inpdap da ente creditore dello stato centrale a ente debitore, provocando un notevole squilibrio nella situazione contabile dell'istituto, che ha accumulato un disavanzo patrimoniale da record. Ora, dopo l'operazione di accorpamento, questo pesante fardello è finito ovviamente nei conti dell'Inps.

IL REBUS DELLE RICONGIUNZIONI

PENSIONI D'ORO E PENSIONI DA FAME

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