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Economia

Il buco dell'Inps: chi pagherà le nostre pensioni?

L'Istituto di previdenza annuncia una maxi-perdita di quasi 12 miliardi. Ma a garantire gli assegni previdenziali sarà comunque lo stato

Più di 14,4 miliardi di euro nel 2013 e quasi 12 miliardi nel 2014. Sono le perdite record dell'Inps, emerse dall'ultimo bilancio preventivo dell'ente di previdenza che deve però ancora passare al vaglio del comitato di vigilanza (Civ). L'approvazione dei conti è l'ultimo atto importante firmato dal presidente Antonio Mastrapasqua, che ha appena rassegnato le dimissioni, dopo l'inchiesta giudiziaria sull'Ospedale Israelitico di Roma (di cui lo stesso Mastrapasqua è direttore generale).

PERCHE' IL SUPERINPS E' NATO COL BUCO

l bilancio dell'Inps, insomma, è in profondo rosso. Ai dati sul conto economico, si accompagnano poi quelli tutt'altro che rosei sul patrimonio che, sempre secondo il bilancio di previsione, nel 2014 diventerà negativo per 4,5 miliardi di euro, contro l'attivo di 7,46 miliardi registrato lo scorso anno e gli oltre 21 miliardi del 2012. Ma cosa è successo? Gran parte del rosso oggi in capo all'istituto di previdenza è dovuto al recente accorpamento dell'Inpdap, l'ente pensionistico dei dipendenti pubblici, che ha portato in dote una perdita record.

GLI ARTIFICI CONTABILI SUI BILANCI INPDAP

Il rosso dell'Inpdap è sua volta dovuto a un artificio contabile realizzato nel 2007 dal governo Prodi per abbellire un po' i conti pubblici, che ha portato a classificare come anticipi di tesoreria, cioè come debiti, i crediti vantati dallo stesso istituto nei confronti delle amministrazioni pubbliche che devono versare i contributi per i propri dipendenti. Si è trattato di un escamotage di bilancio che però ha ingigantito lo squilibrio finanziario dell'Inpdap e che ha costretto il governo Letta a porvi rimedio con l'ultima legge di Stabilità, riclassificando come crediti le voci che invece erano state trasformate in debiti. Risultato: dopo l'intervento governativo, anche nel 2014 il patrimonio del nuovo super-Inps resterà in attivo per oltre 20 miliardi.

PENSIONI:COSA CAMBIA DAL 2014

In questo turbinio di cifre, sorge spontaneo un interrogativo: cosa succederà alle pensioni degli italiani? Chi si preoccupa del loro pagamento, deve sapere che l'Inps non può fallire come un'azienda privata, perché a tappare i buchi ci pensa la mano pubblica. Già da tempo, infatti, i contributi versati da chi è al lavoro non bastano a coprire le spese per tutte le prestazioni erogate dall'istituto della previdenza. Buona parte delle uscite sono infatti sostenute con i trasferimenti che arrivano dallo stato, cioè dai soldi raccolti con con le tasse di tutti i cittadini. Su oltre 300 miliardi di uscite dell'Inps (per prestazioni di vario tipo), poco più di due terzi arrivano dai contributi, mentre circa un terzo è rappresentato dai trasferimenti statali. E' stato così negli anni passati e sarà così anche in futuro.

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