Imu prima casa, torna l’incubo della seconda rata
Imu prima casa, torna l’incubo della seconda rata
Economia

Imu prima casa, torna l’incubo della seconda rata

Secondo il ministro Saccomanni non ci sarebbe ancora la copertura per abolire il saldo di dicembre

Il fatto che la legge di stabilità sia finita nel fuoco incrociato di emendamenti un po’ di tutti i partiti della maggioranza è ormai un dato di fatto. La data ultima in Commissione Bilancio del Senato per presentare modifiche al testo presentato dal governo scade domani, e all’appello già si contano decine di richieste. Ma c’è una questione che rischia di diventare un vero e proprio scoglio insormontabile contro cui potrebbe andare ad infrangersi il futuro stesso dell’esecutivo: l’abolizione della seconda rata dell’Imu sulle abitazioni principali.

LEGGE DI STABILITA', ECCO COME POTREBBE CAMBIARE

A innescare l’ennesima pesantissima polemica politica sono state le parole, quanto mai eloquenti, del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. “Non sarà facile evitare la seconda rata dell’Imu” ha annunciato il numero uno di Via XX Settembre, e questo perché “il reperimento delle risorse non è facile. Non faccio annunci di politica fiscale prima si prendono le decisioni e poi si annunciano”. Insomma, detto in altro modo, a tutt’oggi, il governo non è stato ancora in grado di trovare la copertura per quei circa 2,4 miliardi di euro necessari appunto ad abolire la seconda rata dell’Imu sulle prime case. Da questa semplice considerazione di Saccomanni, ne discende dunque che le famiglie potrebbero essere chiamate a sostenere un esborso al quale ormai non pensavano più.

IMU E PRIMA RATA, ECCO CHI NON HA PAGATO

Torna dunque ad aleggiare in maniera molto minacciosa lo spettro dell’Imu sulle prime case con tutte le implicazioni di carattere politico che questa circostanza si trascina dietro. Dalle fila del Pdl ad esempio, è statolo stesso ministro dell’Interno Angelino Alfano a replicare che la seconda rata sarà abolita così come promesso in fase di insediamento del governo in carica. E sulla stessa lunghezza d’onda sembra essersi posizionato anche il premier Enrico Letta, che a più riprese ha ribadito che la tassa sugli immobili verrà abolita in toto per le prime case, quindi anche la seconda rata di dicembre. Peccato però che i giorni, anzi le settimane, passino, e ancora non ci siano le coperture finanziare per dare seguito a questo impegno.

TASSE, QUANDO LA COPERTA E' TROPPO CORTA

Anzi, all’orizzonte si prospettano scenari se possibile ancora più disastrosi. Entro il prossimo 30 novembre infatti, i Comuni sono chiamati, con inspiegabile ritardo, a fissare le aliquote dell’Imu per gli immobili tenuti a pagare l’imposta. Ebbene, date le ristrettezze finanziarie a cui sono sottoposte molte amministrazioni locali, anche a causa dei tagli ai trasferimenti dallo Stato centrale, si prospettano aumenti significativi delle aliquote. Queste, nel caso paventato da Saccomanni, e cioè con una mancata abolizione dell’Imu, potrebbero dunque ripercuotersi anche sulla seconda rata relativa alle abitazioni principali. Qualcuno ha già fatto due conti, e la prospettiva per molte famiglie sarebbe quella di pagare un saldo superiore a quello sborsato per l’Imu del 2012, con rincari anche fino a 100 euro.

IMPOSTE LOCALI, ECCO COME SARANNO IN FUTURO

Evidente dunque che il governo, insieme al Parlamento che attualmente come detto discute la legge di stabilità, è chiamato ad uno sforzo per trovare le risorse. Di mezzo infatti ci potrebbe andare la fiducia stessa all’esecutivo del premier Letta.

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