Fisco, le 8 scadenze di dicembre
Fisco, le 8 scadenze di dicembre
Economia

Fisco, le 8 scadenze di dicembre

Dall’Irpef all’Imu, dall’Irap alla cedolare secca, ecco le date che milioni di contribuenti non devono dimenticare

Tra certezze e incertezze si avvicina inesorabile dicembre, periodo che a dispetto delle temperature invernali, è uno tra i più infuocati in termini di scadenze fiscali. Tante sono infatti le imposte e le tasse che proprio nel mese prossimo vedono cadere i termini per il versamento di saldi e acconti. Dicevamo però di incertezze e cominciamo proprio da queste la carrellata di date utili ad ogni contribuente. Per quanto infatti i cittadini possano essere onesti e ligi al proprio dovere fiscale, nulla possono contro un’amministrazione pubblica che non riesce neanche a fornire in maniera definitiva e per tempo i saldi cui dover far fronte.

Imu
Caso emblematico in questo senso è l’Imu. Intorno alla tassa sugli immobili si è aperta infatti una querelle che stenta ancora a trovare una soluzione definitiva. E’ stato infatti annunciato, a cominciare dal presidente del Consiglio Enrico Letta, che sulle abitazioni principali neanche la seconda rata sarà dovuta, però a tutt’oggi, nella legge di stabilità, ancora non è stata trovata la copertura necessaria, pari a circa 2,4 miliardi di euro. Ancora peggio però sta andando per i proprietari di seconde case. Per loro infatti la scadenza del saldo è fissata inderogabilmente per il prossimo 16 dicembre. Peccato però che la stragrande maggioranza dei Comuni non abbia ancora deciso le aliquote che dovranno essere applicate. E pensare che i sindaci avranno ancora tempo fino al 30 novembre per sciogliere questo nodo. Insomma, si pagherà, ma nessuno sa ancora quanto, e questo a pochi giorni dalla data fissata per il versamento. Il tutto ovviamente in totale spregio dei diritti del contribuente.

TUTTE LE TASSE SULLA CASA

Tares
E in alto mare è anche il destino della Tares, la nuova tassa sulla spazzatura, nata quest’anno e destinata a scomparire già a gennaio del 2014. Anche per in questo caso la data di versamento ultima è fissata per il 16 dicembre prossimo. Ai Comuni è stata però lasciata libertà di far slittare eventualmente questo termine. I sindaci potranno tra l’altro in alcuni casi decidere di far pagare la vecchia Tarsu se le condizioni di applicazioni della Tares dovessero complicarsi. Insomma, sul fronte immondizia la confusione regna sovrana e bisognerà fare affidamento alle comunicazioni che arriveranno dai propri municipi.

DAI COMUNI UNA PIOGGIA DI IMPOSTE 

Irpef
Per il 2 dicembre è fissato l’appuntamento per l’acconto Irpef . In questo caso ai contribuenti si presenterà un’amara novità.  L’acconto in questione infatti è salito da 99% al 100%, e purtroppo potrebbe crescere ancora. Ricordiamo che sia la prima che la seconda rata dell’acconto Irpef per il 2013 si calcolano sulla base di quanto dovuto per i redditi del 2012.

Ires
Aumenti in vista anche per l’acconto Ires, fissato sempre per il 2 dicembre, e che sale anch’esso dal 100% al 101%, livello quest’ultimo che come per l’Irpef, potrebbe essere ulteriormente rivisto.

Irap
Anche per questa imposta la data per l’acconto è quella del 2 dicembre con regole da seguire che sono uguali a quelle di Ires e Irpef, e con una percentuale di anticipo fissata in questo caso al 100%.

SERVIZI LOCALI, SINDACI A CACCIA DI RISORSE

Ivie e Ivafe
Sempre per il 2 dicembre scadono anche i termini di versamento per due imposte che hanno a che fare con attività finanziarie e proprietà all’estero. Si tratta dell’Ivie, l’imposta patrimoniale sugli immobili detenuti all’estero, che è dovuta dalle persone fisiche che detengono all’estero terreni e fabbricati. E c’è l’Ivafe, l’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie detenute all’estero dovuta da chi detiene all’estero ad esempio obbligazioni, titoli pubblici, valute estere, conti correnti bancari e metalli preziosi.

Cedolare secca
Appuntamento al 2 dicembre anche per i proprietari di case in affitto che hanno aderito al regime della cedolare secca. Per loro la gradita sorpresa di un saldo che prevede con un’aliquota in calo, una volta tanto, dal 19 al 15%.

Iva
Nella straordinarietà di tanti anticipi e saldi, non bisogna mai dimenticare l’ordinario versamento dell’Iva dovuto da tutti i soggetti tenuti a farlo e fissato per il 16 dicembre.

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