def-2017
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Economia

Il Def 2017 spiegato

Tra Iva, tagli al cuneo fiscale e privatizzazioni via libera al Documento di Economia e Finanza del governo Gentiloni

Le commissioni Bilancio di Camera e Senato hanno iniziato le audizioni legate al Documento di Economia e Finanza (Def), approvato nelle scorse settimane dal Governo Gentiloni. Si tratta del principale  strumento con cui viene definita la politica economica del governo dei tre anni successivi, con tanto di previsoni sulla crescita, sul deficit e sul debito pubblico. Con il Def è stato messo in cantiere anche il Programma nazionale delle riforme e la manovrina da 3,4 miliardi per correggere i conti, in accordo con la richiesta Ue. Contestualmente, il governo ha rivisto leggermente al rialzo la crescita dell'anno in corso. La nuova stima del Pil è pari a 1,1% contro l'1,0% stimato finora. Ma ecco, di seguito, una panoramica sui contenuti del Def i cui dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni. (CLICCA SU AVANTI o swype sul telefono)

Le stime per il 2017

Il Def rivede le stime di crescita dell'Italia per il 2017: il pil crescerà dell'1,1% dall'1,0% stimato, mentre il deficit si ridurrà dal 3% del 2014 al 2,1%. Il debito si conferma al 132,5% nel 2017 per poi salire al 131% nel 2018.  "Il rapporto debito/Pil
si stabilizza attorno al valore dell'anno scorso: questo è un risultato estremamente importante, ottenuto anche in assenza di inflazione" ha detto il premier Gentiloni.

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Fondo terremoto

Oltre un miliardo per tre anni per la ricostruzione nelle zone colpite dal sisma. Agevolazioni e misure ad hoc per i Comuni come la sospensione dei vincoli del pareggio di bilancio per il 2017-2018.

Stretta sui tabacchi

L'aumento delle accise sui tabacchi dovrebbe garantire 200 milioni.

Cuneo fiscale

Il principale impegno del governo per i prossimi anni sarà nel tagliare il cuneo fiscale, cioè la differenza tra il costo del lavoro lordo pagato dalle aziende e gli stipendi netti percepiti dai loro dipendenti in busta paga. L'esecutivo pare intenzionato a stanziare su questo fronte almeno 1-1,5 miliardi di euro per tagliare il cuneo, riducendo di 5 punti i contributi per i lavoratori neo-assunti. Il beneficio di questa sforbiciata dovrebbe andare per la maggior parte alle aziende (per due terzi) e in misura minore (un terzo) ai lavoratori innalando la busta paga.

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Contratti del pubblico impiego

In arrivo altri 2,8 miliardi di euro per arrivare all'aumento contrattuale medio di 85 euro con i rinnovi 2016-2018.

Il Bonus di 80 euro

Il governo è intenzionato anche a mantenere in vita il Bonus Irperf, cioè lo sconto fiscale di 80 euro al mese introdotto nel 2014 dal governo Renzi. La misura assorbe già da un biennio 10 miliardi di euro di risorse. Non è escluso che vi sia anche una rimodulazione del Bonus, per tenere contro di un fattore importante: molte categorie professionali, in primis i dipendenti pubblici, stanno per avere dei rinnovi contrattuali che faranno crescere i loro stipendi. C'è dunque il rischio che parecchi di loro superino la soglia di reddito di 24mila euro annui, al di sopra della quale non si ha più diritto al Bonus.

Iva

Il governo Gentiloni, come tanti che lo hanno preceduto, deve trovare le risorse per disinnescare le clausole di salvaguardia, cioè gli aumenti automatici dell'iva, concordati in passato dall'Italia con l'Europa per avere un po' di flessibilità di bilancio. Se le clausole di salvaguardia non venissero “disinnescate”, ci sarà un incremento dell'iva dall'attuale 22 al 25% (dal 10 a al 13% per l'aliquota agevolata, anche se il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, si è impegnato a fare il possibile per evitare il caro-iva.

Investimenti: piano da 47,5 miliardi

Varato il piano di investimenti da 47,5 miliardi fino al 2032, chr sarà oggetto di un Dpcm. Pronta una prima tranche da oltre 25 miliardi con i contratti di programma di Rete ferroviaria italiana (9 miliardi), Anas (5 miliardi) e i grandi valichi.

Spending review

Il Def 2017 conterrà anche alcuni obiettivi importanti sul fronte della spending review, il processo di revisione della spesa pubblica. L'esecutivo potrebbe dar via a un nuovo programma di tagli alle uscite per una somma che può arrivare a 7 miliardi di euro, di cui i tagli di spesa ai ministeri dovrebbero portare in dote circa 700-800 milioni.

Tasse sui giochi

La tassa sulla fortuna dovrebbe aumentare dal 6 all'8% del prelievo sulle vincite del lotto. È previsto poi l'aumento dello 0,5% del prelievo erariale unico sulle videolotterie e dell'1% sulle new slot.

Privatizzazioni

Il Ministro Padoan ha confermato l'intenzione di lavorare sul nodo privatizzazioni."Nel piano nazionale di riforma vengono ribaditi i pilastri dell'agenda di riforme strutturali del governo con la contrattazione decentrata, la legge sulla concorrenza, la lotta alla povertà, le privatizzazioni, oltre che le riforme di giustizia civile e amministrative importanti per la crescita".

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Restano ancora da definire alcune delle misure per arrivare all'aggiustamento da 3,4 miliardi richiesti dalla Commissione europea. Piatto forte sarà il pacchetto di misure antievasione, a partire dall'estensione oltre il 2017 dello split payment (meccanismo che obbliga la pubblica l'amministrazione a trattenere e versare direttamente all'erario l'Iva sulle fatture emesse dai propri fornitori) anche alle controllate pubbliche, su cui l'esecutivo ha ottenuto il primo via libera di Bruxelles, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato almeno un miliardo. Il resto, circa 200 milioni, arriverà da un aumento delle accise sui tabacchi e dai tagli di spesa che dovrebbero garantire 700-800 milioni ma devono essere ancora limati.

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Andrea Telara

Sono nato a Carrara, la città dei marmi, nell'ormai “lontano”1974. Sono giornalista professionista dal 2003 e collaboro con diverse testate nazionali, tra cui Panorama.it. Mi sono sempre occupato di economia, finanza, lavoro, pensioni, risparmio e di tutto ciò che ha a che fare col “vile” denaro.

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