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Economia

Grecia: tra tasse e pensioni, chi pagherà il prezzo dell'accordo

Fine dei privilegi sull'iva per le isole, tagli alla previdenza e liberalizzazioni. Ecco le categorie colpite dalle riforme imposte dall'Ue ad Atene

Aumento dell'età pensionabile e incremento dell'iva per le isole, liberalizzazioni di vari settori e deregulation del mercato del lavoro. Sono tante le riforme che il governo di Atene ha concordato con l'Europa dopo le estenuanti trattative di questa notte, che hanno portato al salvataggio della Grecia. Ecco una panoramica sui provvedimenti che il governo Tsipras dovrà mettere in cantiere già dai prossimi giorni e che, di sicuro, incontreranno molte resistenze nel paese.

L'iva e le isole

Tra le prime misure che il governo greco dovrà varare a partire da mercoledì 15 luglio, c'è la semplificazione delle aliquote dell'iva e l'allargamento della base imponibile dell'imposta, per aumentare le entrate. Ciò comporterà la fine del trattamento differenziato previsto oggi per le isole, dove l'iva ha un'aliquota compresa tra il 5 e il 16% per quasi tutti i generi in commercio, contro una tassazione ordinaria del 23% applicata sulla “terraferma”. I sindaci delle città isolane già hanno protestato ma è praticamente impossibile che si faccia marcia indietro: l'imposta sul valore aggiunto comincerà ad aumentare inizialmente nelle isole più ricche e turistiche e, solo in un momento successivo, in quelle periferiche.

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Stop alle pensioni-baby

Entro mercoledì 15 luglio il governo di Atene dovrà mettere in cantiere anche una riforma del sistema pensionistico, per renderlo più sostenibile finanziariamente nel lungo termine (anche dopo una sentenza della Corte Costituzionale che ha corretto una precedente legge previdenziale del 2012). Tra le misure all'orizzonte, ci sarà l'eliminazione dei trattamenti privilegiati per decine e decine di categorie professionali che possono mettersi a riposo molto prima dei 60 anni. Questi provvedimenti sulle pensioni erano già stati accettati da tempo dal governo Tsipras, ma sicuramente provocheranno malcontento nel paese.

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Lavoro

Nell'intesa raggiunta a Bruxelles si parla genericamente di allineare il mercato del lavoro greco agli standard europei, attraverso una riforma della contrattazione collettiva. Il che significa maggiore flessibilità per i licenziamenti (in particolare quelli collettivi), con un'agenda di provvedimenti che Atene dovrà concordare con l'Unione Europea e che in Grecia non faranno certo piacere ai sindacati.

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Liberalizzazioni

Tra le riforme previste dal documento dell'accordo, c'è anche la deregulation e la liberalizzazione di molti segmenti del commercio e dei servizi (per esempio le farmacie e i trasporti via mare), con un processo che sicuramente incontrerà un po' resistenze. In agenda anche la privatizzazione del gestore della rete elettrica nazionale Admie a meno che, in alternativa, non vengano attuate misure che aumentano comunque la concorrenza nel settore energetico.

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