Fondi Ue, le misure del governo per usarli al meglio
Ansa
Fondi Ue, le misure del governo per usarli al meglio
Economia

Fondi Ue, le misure del governo per usarli al meglio

Renzi mantiene l'impianto generale del piano approvato da Letta, ma aumenta le risorse per la Pa, la tutela dell'ambiente e le infrastrutture

Dopo l'ok delle Regioni e del Cipe, è arrivato anche il via libera da parte del premier Matteo Renzi e del sottosegretario Graziano Delrio sull'accordo di partenariato che ripartisce la destinazione dei Fondi europei fino al 2020, trasmesso a Bruxelles rispettando il termine del 22 aprile.

Il piano prevede risorse comunitarie per 41,5 miliardi di euro cui saranno aggiunti 24 miliardi di cofinanziamento nazionale, per un totale di 55,1 miliardi di euro destinati allo sviluppo regionale e del sistema produttivo, un miliardo in più rispetto ai 54 miliardi previsti dal precedente governo.

L'impianto, tuttavia, rimane quello trasmesso alla Commissione europea lo scorso dicembre dall'esecutivo Letta, sebbene siano state introdotte alcune correzioni sull'allocazione delle risorse verso gli 11 obiettivi.

In sintesi, il governo Renzi ha ridotto di 590 milioni i finanziamenti europei per la competitività delle Pmi e del settore agricolo, passato a circa 8,7 miliardi dagli oltre 9 miliardi previsti da Letta, che rimane però l'obiettivo più ricco, e di 414 milioni quelli per il cambiamento climatico. 

Sono stati aumentati, invece, i fondi Ue per la tutela ambientale e le risorse idriche (+547 milioni per un totale di 4,3 miliardi), quelli per migliorare l'efficienza della Pubblica amministrazione (+498 milioni per un totale di oltre 1 miliardo di euro) e, in misura minore, quelli per il finanziamento alle infrastrutture (+244 milioni per un totale di circa 1,9 miliardi) e quelli per l'assistenza tecnica alle regioni (+117 milioni per un totale di 1,4 miliardi).

Sono stati ritoccati leggermente al ribasso, infine i fondi Ue per l'occupazione (-123 milioni) e per le basse emissioni (-212 milioni), cui andranno 4,1 miliardi di euro ciascuno, mentre è rimasto invariato l'importo destinato all'inclusione sociale (3,8 miliardi).

Considerando le aree geografiche, dei 31,1 miliardi del Fondo europeo per lo sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo - Renzi ha recentemente ricordato a Torino che "non potranno essere distribuiti a pioggia per fare favori agli amici" - alle regioni sviluppate (Centro Nord Italia) andranno 7,6 miliardi di euro, a quelle in transizione (Abruzzo , Molise e Sardegna) 1,3 miliardi e alle regioni meno sviluppate (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia) 22,2 miliardi.

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