Massimo Percossi/Ansa
Economia

Finte malattie, ecco quanto ci costano

Per i controlli su chi non va a lavorare, l'Inps spende 2 miliardi ogni 12 mesi. Ma, in un caso su 5, si tratta di assenze ingiustificate

Circa due miliardi di euro in tutto. E' la cifra che l'Inps spende ogni anno per fare i controlli sui dipendenti delle aziende che si assentano dal lavoro per problemi di salute, dalle semplici influenze sino agli infortuni più o meno gravi. In un caso su cinque, però, i lavoratori non vengono trovati a casa quando arriva la visita fiscale. La stima, elaborata sui dati dello stesso Inps, è stata effettuata da Axerta, società di consulenza aziendale specializzata nelle investigazioni societarie.


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Dunque, stando alle statistcihe, il fenomeno delle finte malattie è abbastanza diffuso nel nostro paese e pesa sulle tasche della collettività per una somma di 400 milioni di euro all'anno, cioè per un quinto dei due miliardi che l'istituto della previdenza spende per fare i controlli. Come se non bastasse, tra il 2012 e il 2013 c'è stata una crescita notevole nel numero di certificazioni per malattia presentate dai lavoratori, con un aumento dell'1% nel settore privato e di ben il 10% nella pubblica amministrazione. Il balzo all'insù delle assenze è dovuto al fatto che, per contenere la spesa, da un paio d'anni a questa parte l'Inps non effettua più i controlli domiciliari d'ufficio, ma soltanto quando vengono richiesti espressamente dal datore di lavoro. E così, gli assenti ingiustificati hanno vita più facile rispetto al passato e minore probabilità di essere scovati.


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Eppure, almeno nel settore pubblico, ci sono pene “esemplari” contro i finti malati. Una legge di 14 anni fa (il decreto legislativo n. 165 del 2001) prevede sanzioni che vanno dal licenziamento in caso di certificazione medica non veritiera fino alla reclusione da 1 a 5 anni, con una multa da 400 euro a 1.600 euro, per una falsa attestazione di malattia. A queste regole rigorose, però, non corrisponde un'altrettanto rigorosa attività di controllo sui dipendenti pubblici. Per investigare contro gli assenti ingiustificati, infatti, gli organi statali avviano di solito delle indagini attraverso le forze dell’ordine, che soffrono però di una carenza di uomini e mezzi e non possono essere caricate di troppi compiti, oltre a quelli che svolgono già nel contrasto della criminalità ordinaria. Meglio sarebbe, secondo Axerta, se anche la pubblica amministrazione ricorresse a società di investigazione private, come fanno già le aziende. Non esiste alcuna norma, infatti, che vieta agli enti dello stato di avvalersi di soggetti privati per fare le indagini. “Per introdurre questa prassi” dice dunque il presidente di Axerta, Michele Franzè “non occorre una nuova disposizione di legge ma soltanto la consapevolezza che l'assenteismo è un problema con una certa rilevanza a livello sociale ed economico”.

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