Fiat e i vantaggi del fisco inglese
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Fiat e i vantaggi del fisco inglese

Dopo l’acquisizione della Chrysler il nuovo gruppo dovrebbe fissare la propria sede Oltremanica

Si fanno ormai sempre più insistenti le indiscrezioni secondo cui il management di Fiat-Chrysler starebbe per scegliere l’Inghilterra come sede fiscale del nuovo gruppo automobilistico. L’ultima conferma in questo senso è arrivata dall’autorevole Wall Street Journal, secondo il quale, per sfruttare evidenti vantaggi fiscali, l’amministratore delegato Sergio Marchionne avrebbe individuato proprio Londra come base del nuovo gruppo. Gli ultimi dubbi in questo senso verranno in ogni caso fugati il prossimo 29 gennaio, quando è in programma un importante consiglio di amministrazione di Fiat-Chrysler nel quale, oltre alla presentazione degli ultimi conti economici, avverrà anche la scelta del nome ufficiale del nuovo gruppo e, appunto, della sede legale e fiscale.

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Il modello che potrebbe essere seguito è quello adottato dal Lingotto per Cnh, la controllata che opera nel settore dei veicoli industriali per agricoltura e costruzioni. La società in questione tecnicamente rappresenta una multinazionale di diritto olandese, con sede legale ad Amsterdam e domicilio fiscale nel Regno Unito. Inoltre è quotata congiuntamente alla Borsa Italiana e allo Stock Exchange di New York. Ebbene, si tratta proprio dello schema che potrebbe essere seguito per Fiat-Chrysler.

Si ipotizza infatti che anche il nuovo gruppo automobilistico italo-americano possa fissare la propria sede legale in Olanda, quella fiscale in Inghilterra e giocare la partita della quotazione azionaria su due tavoli: quello della Borsa di New York, dove avverrebbe la quotazione principale, e quella di Piazza Affari a Milano dove ci sarebbe una sorta di quotazione secondaria. Le ragioni di queste scelte sono state a suo tempo spiegate chiaramente per Cnh e ovviamente valgono anche per Fiat-Chryler. La sede legale in Olanda permetterebbe una gestione più sicura della governance,visto che, grazie ad una specifica legislazione locale sull’argomento, le azioni di maggioranza hanno un valore maggiore in sede di assemblea.

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L’Inghilterra invece permetterebbe al Lingotto di pagare decisamente meno tasse, non solo di quelle che si pagherebbero in Italia, ma anche rispetto agli Stati Uniti. In questa maniera tra l’altro, i vertici di Fiat-Chrysler si tirerebbero fuori d’impaccio rispetto a una scelta che invece in teoria avrebbe dovuto favorire uno dei due Paesi di appartenenza delle società di origine del nuovo gruppo. Così si taglia la testa al toro e si sceglie l’Inghilterra senza fare torti o favori a nessuno. Per quanto riguarda infine la quotazione principale di New York è evidente che in un’ottica di società multinazionale che opererà, e che anzi, già opera in più Paesi del mondo, la piazza borsistica della Grande Mela offrirà opportunità di richiamo di capitali nettamente maggiori di quelle che potrebbe garantire Piazza Affari.

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In tutto questo balletto di sedi sembrano essere passate in secondo piano le preoccupazioni di chi in Italia temeva un disimpegno di Fiat in seguito all’abbandono di Torino come sede legale del Gruppo. Vedremo in questo senso che tipo di rassicurazioni sapranno dare il 29 gennaio i vertici del Lingotto. Intanto, interpellato sull’argomento nel corso del salone dell’auto di Detroit, Sergio Marchionne aveva cercato di gettare acqua sul fuoco, affermando quanto meno che per gli stabilimenti e gli insediamenti italiani la Fiat avrebbe continuato “a pagare le tasse in Italia”. Bisognerà capire però se si tratterà ancora di un “gettito” sostanzioso o solo di briciole. Staremo a vedere

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