Facebook, risultati positivi con qualche pericolo
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Facebook, risultati positivi con qualche pericolo
Economia

Facebook, risultati positivi con qualche pericolo

La trimestrale vola grazie alla pubblicità mobile, ma Snapchat insidia il concorrente e fa paura

Secondo Mark Zuckerberg, questo è soltanto l’inizio. I numeri della trimestrale di Facebook, presentati qualche giorno fa e riportati da The New York Times , raccontano di una vera rivoluzione. Il sito di social network, che compie dieci anni il 3 febbraio, è riuscito a capitalizzare la propria utenza, che conta oggi 1,23 miliardi di persone che si collegano almeno una volta mese al sito, e a intercettarla sui mezzi di comunicazione mobile, usati in media da 945 milioni di utenti, in crescita del 39% sul dicembre 2012. Ecco cosa è successo. 

Secondo l’istituto di ricerca eMarketer, nel 2012, Facebook catalizzava il 5,4% dell’advertising mobile globale. Nel 2013, è arrivato al 18,4%, mentre il primo player resta Google, con il 53,2%. Una crescita che, sul bilancio, si è tradotta in un fatturato trimestrale pari a 2,59 miliardi di dollari, in evoluzione del +63% rispetto all’1,59 miliardi di dollari messi a segno nel periodo corrispondente del 2012. Ma non è tutto, perché il peso della pubblicità sul totale è cresciuto nell’ultimo trimestre dell’anno del 76%. I ricavi da pubblicità, infatti, hanno toccato quota 2,34 miliardi di dollari. Nel trimestre, invece, i profitti ammontano a 523 milioni di dollari, pari a 20 centesimi per azione, contro i 64 milioni e tre centesimi del trimestre corrispondente del 2012, comunque gravati dall’alto costo di compensazione delle azioni all’indomani della quotazione.

Insomma, se nel 2012, la maggior parte del giro d’affari proveniva da banner generici somministrati agli utenti che accedevano al social network dal proprio computer, un anno dopo lo scenario è completamente cambiato e il 53% dei ricavi pubblicitari deriva da annunci pubblicitari somministrati via iPad, smartphone e su altri supporti mobile. E, come se non bastasse, Facebook ha venduto l’8% di spazi pubblicitari in meno, ma il prezzo medio è cresciuto del 92%. Una buona fetta di queste pubblicità sono targettizzate per sesso, età e altre variabili demografiche, cosa che fa la felicità degli inserzionisti e assicura i clienti alla società di Menlo Park. Tutto bene, dunque? Non proprio, perché la concorrenza – soprattutto per quanto riguarda il target più giovane – si fa sentire, come il successo di Snapchat dimostra . Ma il management, intervistato in proposito, ha la risposta pronta: “no comment”. 

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