Expo 2015: le cinque cose da sapere
Alessandro Viapiano / Imagoeconomica
Expo 2015: le cinque cose da sapere
Economia

Expo 2015: le cinque cose da sapere

Milano sarà invasa da 20 milioni di turisti per un giro d'affari di 10 miliardi. Le start - up nate con l'evento daranno lavoro a oltre 12.000 persone

Mancano circa 18 mesi all'apertura dell'Expo di Milano, il primo maggio 2015, che terminerà il 31 ottobre.

Per sei mesi il capoluogo lombardo ospiterà per la seconda volta la grande esposizione (la prima fu nel 1906 e diede vita alla Fiera di Milano), che si tiene ogni 5 anni a partire dalla metà dell'Ottocento, in un'area a Nord Ovest della città tra Rho e Pero, che occuperà una superficie di 1,7 milioni di metri quadri.

I flussi turistici
La città sarà al centro di flussi turistici mondiali e metterà in vetrina quanto di meglio può esprimere il made in Italy. I visitatori attesi (stando alle previsioni più ottimistiche) sono circa 20 milioni.

La spesa media per ciascuno di loro - tra alberghi, cene, shopping e divertimento - è stata calcolata in 500 euro, portando così il giro d'affari complessivo legato all’evento in circa 9,4 miliardi di euro.

I costi della manifestazione 
Nella prima settimana di novembre Expo Italia ha raggiunto il miliardo di euro di investimenti stranieri, con 139 adesioni di Paesi, lo stesso ottenuto da Shanghai in Cina.

Ma quanto hanno sborsato gli italiani per organizzare la manifestazione? Stando al piano finanziario, il costo complessivo per la gestione dell'evento è stimato in circa 1,3 miliardi di euro.

Lo Stato ha messo sul piatto un po' di più: 1,7 miliardi di euro per costruire e gestire le infrastrutture necessarie. Di questi, il 48% è a carico del Ministero del Tesoro, il 37% dagli enti locali e il 15% tramite finanziamenti privati.

L'impatto sull'economia nazionale
Oltre al giro d’affari direttamente connesso all’evento e stimato in circa 10 miliardi, l'Università Bocconi ha provato a stimare l'onda lunga dell'effetto Expo 2015 sull'economia italiana.

I risultati in breve: tra nuove imprese create, l'aumento dei consumi e la valorizzazione del patrimonio immobiliare tra il 2012  e il 2020 si calcolano 24,7 miliardi di produzione aggiuntiva (una sorta di Pil) e 10,5 miliardi di valore aggiunto (la remunerazione lorda dei fattori produttivi) che ricadrà soprattutto su Milano e la Lombardia per un totale di 200 mila lavoratori coinvolti, anche se non tutti "nuovi" e creati appositamente per l'evento.

Gli effetti sul sistema imprenditoriale, si legge in un report della Camera di commercio di Milano (qui il documento integrale), si vedranno anche sotto forma delle start -up che nasceranno da qui al 2015, creando 12.400 nuovi posti di lavoro e un giro d’affari di 1,7 miliardi di euro, mentre dall’incremento degli investimenti diretti esteri è atteso  1 miliardo di valore aggiunto e 16.500 occupati.

I contratti "ad hoc" per l'evento
L'accordo di lavoro raggiunto a fine luglio tra governo e sindacati coinvolge 800 lavoratori, che saranno assunti a tempo determinato o su somministrazione, ma contiene alcune innovazioni  (il premier Letta ha parlato di un "laboratorio per il paese") che l'esecutivo potrebbe proporre anche al di fuori dei settori e delle attività strettamente legate all'evento milanese.

Il post - Expo: la cittadella dello sport
Per evitare che l'area destinata ad ospitare i padiglioni venga abbandonata una volta terminato l'evento, il cda di Arexpo, la società che gestisce i terreni dell'esposizione, ha dato il via libera di massima al progetto di riconversione dei padiglioni in una cittadella dello sport dove nascerà un nuovo stadio di calcio, al quale sarebbe interessato l'Ac Milan.

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