Euro: quanto può scendere il cambio con il dollaro
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Euro: quanto può scendere il cambio con il dollaro
Economia

Euro: quanto può scendere il cambio con il dollaro

Secondo gli analisti il cambio tra le due valute potrebbe spingersi fino alla parità entro il 2016. Ecco le conseguenze sull'economia reale

Addio a super euro che torna ai livelli del suo debutto. Sono passati 15 anni dall’ingresso sui mercati finanziari della divisa unica europea, entrata poi in circolazione dal primo gennaio del 2002. La scorsa primavera il cambio con il biglietto verde sfiorava ancora la quotazione di 1,40.

Venerdì 9 gennaio, dopo dieci giorni di ribassi consecutivi che l’hanno portato a toccare i minimi dal 2005, è scivolato addirittura sotto 1,18 dollari a 1,1754 dollari: nel gennaio del 1999, anno del debutto sui mercati, il rapporto era di 1,1789.

Da maggio dello scorso anno la divisa unica europea si è svalutata di oltre il 14%. E ora gli investitori tornano a chiedersi fino a che punto possa continuare a scendere. Ma cosa sta spingendo in basso l'euro?

Le cause del crollo della divisa comune

Dietro il rafforzamento del dollaro sulla divisa unica europea, si nasconde la convinzione degli investitori di un imminente rialzo dei tassi negli USA, mentre in Europa è dato ormai per certo il quantitative easing da parte della Bce. Europa e America, insomma, stanno viaggiando su direzioni opposte.

A sostegno delle scommesse sull'avvio del QE nell'Eurozona, le ultime dichiarazioni di Mario Draghi che ha ribadito l’ipotesi per l’Eurotower di poter acquistare titoli sovrani dell’Eurozona, mentre negli USA il numero uno della Federal Reserve, Janet Yellen, ha deciso di prendersi ancora un po’ di tempo prima di iniziare a normalizzare la politica monetaria.

Alcuni investitori hanno ipotizzato un rialzo dei tassi ad aprile; altri in estate, se non addirittura a settembre. Certo è che molto dipenderà dalla dinamica dei prezzi del petrolio, in caduta libera dalla scorsa estate, e dai suoi effetti sull’inflazione.

Le stime degli esperti

Non sono pochi gli investitori convinti che la discesa dell’euro possa continuare nei prossimi mesi. Il consensus Bloomberg vede il cambio scendere in area 1,15 dollari a fine 2015, mentre secondo gli analisti delle banche olandesi ING e ABN Amro e dell'americana Citigroup il cambio tra le due valute potrebbe spingersi fino alla parità entro il 2016. Per Goldman Sachs sarà raggiunta un anno dopo, nel 2017.

L'euro potrebbe rafforzarsi, invece, solo nel caso in cui Draghi non possa introdurre il drastico programma di QE per portare l'Eurozona fuori dal pericolo di deflazione, anche se poi saremmo costretti a parlare di un'altra profonda crisi dell'Unione europea, spiegano gli analisti di Saxo Bank.

Le conseguenze sull'economia reale

Un euro così debole ha però i suoi vantaggi:  potrebbe spingere in alto i prezzi, tramite l’aumento del costo dei beni importati, e migliorerebbe le esportazioni, specie quelle del Sud Europa, svantaggiate, a differenza della Germania, da una divisa comune eccessivamente apprezzata negli ultimi mesi.

Coldiretti ha stimato che da gennaio a novembre del 2014 la caduta del cambio euro/dollaro ha favorito un aumento del 10% delle spedizioni verso gli USA.

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