Esodati: caro Giovannini ti scrivo
Giuseppe Lami/Ansa
Esodati: caro Giovannini ti scrivo
Economia

Esodati: caro Giovannini ti scrivo

Lettera aperta di un gruppo di ex-bancari al ministro del Lavoro, che intanto studia ancora come cambiare la riforma delle pensioni di Elsa Fornero

Si ritengono dimenticati o maltrattati dal governo e, proprio per questa ragione, hanno deciso di scrivere una lettera aperta al ministro del Lavoro, Enrico Giovannini . Si tratta di un gruppo di ex-dipendenti di IntesaSanpaolo che fanno parte della folta schiera degli esodati, cioè quei lavoratori italiani che, negli anni scorsi, hanno firmato un accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità in vista della pensione, per poi ritrovarsi beffati dall'ultima riforma previdenziale ideata dall'ex-ministro Fornero (che ha innalzato di colpo l'età di pensionamento).

STORIE DI ESODATI

Nel nutrito esercito degli esodati italiani, i dipendenti di IntesaSanpaolo che hanno scritto a Giovannini si trovano infatti in una situazione ancor più problematica degli altri. Molti di loro, che si sono messi a riposo prima del 2010, oggi sono già senza reddito (cioè senza stipendio e senza assegno previdenziale). I governi di Monti e Letta si sono impegnati a erogare a questi ex-lavoratori un sussidio temporaneo, che li accompagnerà alla pensione durante i prossimi mesi (cioè fino a quando matureranno il diritto a mettersi a riposo con le vecchie regole).

GLI ESODATI E IL GOVERNO LETTA

Tuttavia, per incassare le indennità, gli esodati ante-2010 hanno dovuto affrontare un lungo calvario. Prima hanno aspettato mesi e mesi per vedere approvato il decreto ministeriale che stanzia i soldi destinati ai sussidi. Poi, quando tutto sembrava essersi risolto, è arrivata la seconda beffa: il decreto del governo, approvato alla fine dell'anno scorso con un ritardo-record, ha infatti stanziato le risorse soltanto per le mensilità arretrate, cioè quelle che arrivano fino al 31 dicembre del 2013. Dei sussidi che spettano ai lavoratori nel 2014 non c'è ancora traccia. Per liquidarli, il governo dovrà infatti approvare un nuovo decreto che, visti i ritardi di quello precedente, non arriverà di certo dal giorno alla notte. Di conseguenza, anche nei prossimi mesi, gli ex-dipendenti di IntesaSanpaolo (come molti altri esodati ante-2010) rimarranno di nuovo senza reddito.

GLI ESODATI ANTE-2010 CHE ASPETTANO I SOLDI

E così, questi lavoratori hanno preso carta e penna e spedito una missiva al ministro, dove definiscono senza mezzi termini “iniqua, fuorviante e non corretta” la decisione di erogare solo i sussidi del 2013, dimenticandosi di quelli del 2014 e lasciando di nuovo tanta gente senza reddito. Anche perché, è bene ricordarlo, per pagare queste indennità non servono certo cifre astronomiche, ma bastano soltanto alcune decine di milioni di euro. Eppure, per il governo si tratta probabilmente di cifre troppo troppo impegnative, nonostante la questione degli esodati sia stata messa ai primi posti nel discorso programmatico del premer Enrico Letta, pronunciato in parlamento nella primavera dell'anno passato.

Ora, per risolvere la questione-esodati, il ministro Giovannini dichiara di avere allo studio nuove modifiche alla riforma Fornero. Si parla di una sorta di prestito d'onore, che permetterà ai lavoratori più anziani rimasti disoccupati di mettersi a riposo un po' prima di quanto prevede la legge attuale, ottenendo una anticipo sulla pensione futura. Una volta raggiunta l'età pensionabile, gli stessi lavoratori restituiranno all'Inps gli assegni ricevuti in acconto, seppur con piccoli versamenti rateali. Si tratta tuttavia soltanto di ipotesi che, per adesso, rimangono confinate nelle stanze del ministero. Sulla carta ancora non c'è nulla, neppure i sussidi per tutelare gli esodati ante-2010, rimasti già senza stipendio e senza pensione.

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

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