Esodati: la liquidazione di Cucchiani e gli ex-dipendenti di Intesa SanPaolo ancora senza assegno
Esodati: la liquidazione di Cucchiani e gli ex-dipendenti di Intesa SanPaolo ancora senza assegno
Economia

Esodati: la liquidazione di Cucchiani e gli ex-dipendenti di Intesa SanPaolo ancora senza assegno

Dopo la mega buonuscita all'ex-ad, il sindacato chiede alla banca di sostenere i lavoratori in esubero rimasti privi di stipendio e di pensione

Giovannini e Saccomanni firmino il decreto e il gruppo IntesaSanPaolo si impegni a sostenere anche i suoi ex-dipendenti esodati, visto che ha appena dato una mega liquidazione di 7 milioni di euro all'amministratore delegato, Enrico Cucchiani. E' la duplice richiesta che giunge da Massimo Masi, segretario generale della Uilca, l'unione dei dipendenti del settore creditizio che fa capo alla Uil.

STORIE DI ESODATI

GLI ESODATI ANTE-2010 CHE ASPETTANO I SOLDI

Masi riporta alla luce un vecchio problema che riguarda il nutrito esercito degli esodati . Si tratta, per chi non li conoscesse ancora, di quei lavoratori che hanno firmato con la propria azienda un accordo per mettersi in mobilità prima della pensione e che, dal 2012, rischiano di rimanere senza reddito per effetto dell'ultima riforma previdenziale voluta dall'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero (che ha spostato notevolmente in avanti l'età del pensionamento). Tra i più penalizzati, ci sono i cosiddetti esodati ante-2010, cioè quei dipendenti che hanno siglato un'intesa per mettersi ariposo più di tre anni fa e che sono rimasti beffati da tutte le leggi previdenziali approvate nel nostro paese nell'ultimo triennio: non soltanto quella della Fornero, ma anche quella ideata dal suo predecessore, Maurizio Sacconi, che ha introdotto il sistema delle finestre mobili (in base al quale un lavoratore che matura i requisiti per la pensione deve aspettare almeno12 mesi, prima di mettersi a riposo).

SENZA STIPENDIO E SENZA PENSIONE

Proprio a causa del sistema delle finestre mobili, molti esodati ante-2010 oggi si trovano senza reddito. Pur essendo stati salvaguardati dal governo Monti (che ha consentito loro di andare in pensione entro il 2015, con le vecchie regole precedenti la riforma Fornero) questi lavoratori devono infatti aspettare almeno 12 mesi per ricevere l'assegno dell'Inps, come previsto appunto dalla legge Sacconi. Intanto, però, molti esodati ante-2010 sono già senza un sostegno perché, in base agli accordi siglati, hanno smesso di ricevere il sussidio previsto dal Fondo di Solidarietà aziendale, un organismo creato in molte imprese (soprattutto nel settore bancario) per accompagnare alla pensione i dipendenti più anziani in esubero, per un periodo di tempo che arriva in genere sino a 4 anni. In altre parole, il sussidio del Fondo di Solidarietà aziendale è ormai scaduto ma, per gli esodati ante-2010, la pensione è ancora un miraggio.

GLI ESODATI E IL GOVERNO LETTA

Per rimediare a questa situzione, già il governo Monti si è impegnato a dare a questi lavoratori un sussidio statale, prendendo le risorse da un fondo per l'occupazione, istituto presso il ministero del welfare. Per sbloccare i soldi, però, nel 2013 il governo Letta avrebbe dovuto firmare un apposito decreto che, purtroppo, rimane ancora lettera morta e si è perso nei meandri della burocrazia. Risultato: parecchi esodati ante-2010 sono già rimasti privi di stipendio e di pensione, per un periodo che va da un minimo di 6 a un massimo di 15 mesi, a seconda dei casi.

L'APPELLO A INTESASANPAOLO

Oggi, secondo la Uilca, più di 12mila ex-lavoratori italiani si trovano in questa situazione, di cui circa 4.400 sono ex-dipendenti di banche. Per questo, Masi ha lanciato l'appello direttamente a IntesaSanPaolo che, negli ultimi anni, ha sfornato parecchi esodati. Per il sindacalista della Uil, infatti, è bene che la banca si impegni a sostenere i suoi ex-dipendenti in difficoltà, anticipando loro le somme che il governo dovrebbe liquidare nei prossimi mesi (si tratta di qualche decina di milioni di euro in tutto). “Il gruppo IntesaSanPaolo dovrebbe essere il primo a dar prova di occuparsene”, ha scritto il segretario della Uilca in un comunicato, “visto che ha dimostrato di avere risorse sufficienti per fare fronte all'esborso economico di ben 7 milioni di euro, dovuto all'ex-ceo Enrico Tommaso Cucchiani” per 26 mesi di presenza ai vertici della banca.

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

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