Esodati, perché il problema non è risolto
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Esodati, perché il problema non è risolto
Economia

Esodati, perché il problema non è risolto

Per il numero uno dell'Inps, Tiziano Treu, sono stati tutelati tutti gli italiani beffati dalla riforma Fornero. Ma i comitati di ex-lavoratori insorgono

“Gli esodati in senso tecnico non ci sono più, non sono più un problema”. Sentendo queste parole pronunciate oggi dal commissario straordinario dell'Inps Tiziano Treu, il signor Francesco Flore è letteralmente sobbalzato sulla sedia. Da quasi tre anni, infatti, Flore è portavoce della rete di Comitati degli esodati, cioè di quei lavoratori rimasti vittime della riforma previdenziale dell'ex-ministro Fornero. Si tratta di decine di migliaia di italiani che, prima del 2011, avevano sottoscritto un accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità o avevano deciso di versare i contributi volontariamente, in vista della pensione. Poi, all'improvviso, tutti questi lavoratori hanno scoperto che la tanto agognata pensione sarebbe invece arrivata molti anni dopo, visto che la riforma Fornero ha innalzato di colpo l'età minima per congedarsi dal lavoro.


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Oltre a coordinare i comitati degli esodati, però, Flore è anche la prova in carne e ossa che il problema dei senza-lavoro e senza-pensione non è affatto risolto. Il signor Flore, infatti, non è ancora stato salvaguardato poiché maturerà il diritto alla pensione con le vecchie regole (quelle precedenti alla riforma Fornero) soltanto a partire dal gennaio 2016. Finora, invece, i governi di Monti e Letta hanno garantito una tutela (cioè la possibilità di mettersi a riposo con le norme pre-Fornero) soltanto a chi maturava il diritto alla pensione entro la fine del 2015. Risultato: pure il signor Flore, come molti altri ex-lavoratori, non sa ancora quale futuro lo attende, cioè se avrà o no la pensione fra poco più di un anno.


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E allora, viene da chiedersi, perché i vertici dell'Inps dicono che la questione degli esodati è ormai risolta? Il presidente dell'Inps  si riferiva infatti soltanto a una parte di lavoratori, cioè a poco più di 162mila persone che maturavano il diritto al pensionamento entro il 2015 e che sono già stati salvaguardati. I comitati ricordano però che lo stesso Inps, rispondendo a una interrogazione del 15 ottobre scorso della deputata Maria Luisa Gnecchi, ha redatto una tabella in cui sosteneva che ci sono almeno 49.500 esodati ancora da tutelare e che matureranno il diritto alla pensione con le vecchie regole pre-Fornero tra il 2016 e il 2019. Senza contare, poi, le prime stime elaborate dall'Inps nel 2012, che calcolava in oltre 350mila il numero totale degli esodati italiani di cui, finora, sono stati stati tutelati meno della metà. Per chi è senza lavoro e senza pensione, dunque, i conti ancora non tornano.

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