Esodati, alla Fornero mancano 340 milioni di euro
Esodati, alla Fornero mancano 340 milioni di euro
Economia

Esodati, alla Fornero mancano 340 milioni di euro

Il governo a caccia di risorse per tutelare altri 8.900 lavoratori. Ma ci vorrebbero 440 milioni di euro, mentre in cassa ce ne sono soltanto cento

Occorrono almeno 400 milioni di euro, ma in cassa ci sono soltanto 100 milioni. E' questo il problema che il ministro del welfare, Elsa Fornero , dovrà affrontare nelle prossime settimane per risolvere (in piccola parte) la questione degli esodati, cioè i lavoratori che hanno firmato con la propria azienda degli accordi per mettersi mobilità e che oggi, all'improvviso, si ritrovano senza un impiego e senza la pensione, per colpa dell'ultima riforma previdenziale voluta proprio dalla Fornero (che ha spostato notevolmente in avanti i requisiti per ottenere il pensionamento).

IL PROBLEMA DEGLI ESODATI

Ieri, parlando con i capigruppo della Commissione Lavoro alla Camera,  Fornero ha confermato di voler dare un sostegno ad altri 8.900 esodati, oltre ai 120mila già messi sotto tutela nei mesi scorsi dal governo. Peccato, però, che questo impegno del ministro comporti un aggravio di spesa per le casse dello stato di oltre 440 milioni di euro, mentre i soldi a disposizione dell'esecutivo guidato da Mario Monti sono appunto 100 milioni o poco più. Sono le risorse stanziate con la Legge di Stabilità e poste a carico del Fondo Letta , che oggi ha diverse destinazioni di spesa e serve soprattutto per sostenere le aree disagiate.

IL NUOVO FONDO PER GLI ESODATI

Mancano dunque all'appello 340 milioni di euro: una cifra di per sé non molto elevata ma che, in questi tempi di austerity, appare tutt'altro che trascurabile. Silvano Moffa, presidente della Commissione Lavoro a Montecitorio, ieri ha preso comunque un impegno: i deputati presenteranno infatti degli emendamenti alla Legge di Stabilità, allo scopo di trovare i soldi per gli esodati. Alcune risorse, per esempio, potrebbero essere pescate dai risparmi generati dalla spending review, cioè il piano di revisione di tutte le voci di spesa dello stato. Ma potrebbe esservi anche l'introduzione di qualche nuovo balzello fiscale o la destinazione al Fondo per gli esodati di altre entrate tributarie già acquisite.

GLI ESODATI E LA SPENDING REVIEW

Una cosa, comunque, resta certa: dopo aver tutelato altri 8.900 lavoratori, il governo non ha risolto affatto il problema degli esodati. Secondo Moffa, infatti, in tutta Italia ci sono ancora decine di migliaia di lavoratori che meritano di essere salvaguardati. Si tratta, in particolare, di tutti quei dipendenti che hanno stipulato a livello regionale degli accordi per mettersi in mobilità, senza la regia del governo di Roma (come invece è avvenuto per i 130mila lavoratori già salvaguardati). Chi è rimasto fuori dalle tutele della Fornero aspetta ancora una risposta che, tuttavia, non potrà giungere dall'oggi al domani. Anzi, c'è il rischio che la questione degli esodati slitti al 2013 o, addirittura, che venga lasciata in eredità al prossimo governo, destinato a insediarsi dopo le elezioni di primavera.

LA BATTAGLIA CONTRO IL TEMPO DEL GOVERNO

Con l'approvazione della Legge di Stabilità, inizia infatti la sessione di bilancio: un periodo entro il quale i deputati e i senatori non possono presentare in Parlamento dei provvedimenti che comportino nuove spese per le casse dello stato. Dunque, il capitolo-esodati non verrà riaperto prima di novembre o dicembre, una volta che la manovra del governo Monti avrà ottenuto il via libera a Montecitorio e a Palazzo Madama. Il tempo a disposizione, insomma è veramente poco e le elezioni sono ormai dietro l'angolo.

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

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