Elezioni Grecia: perché le Borse non temono Tsipras
Elezioni Grecia: perché le Borse non temono Tsipras
Economia

Elezioni Grecia: perché le Borse non temono Tsipras

Le principali piazze finanziarie europee non scontano l'affermazione di Syriza e chiudono in positivo

Impassibili o lungimiranti? La domanda sorge spontanea di fronte alla reazione delle principali borse europee alla vittoria della sinistra radicale in Grecia. Spontanea, perché, appunto, non c'è stata alcuna reazione.

L'effetto Tsipras s'è sentito solo alla borsa di Atene: investita dalle perdite in apertura, ha poi recuperato per poi chiudere in rosso a -3,2%, trascinata in basso dai bancari.

Alphabank ed Eurobank, due delle principali banche del paese ellenico, hanno chiesto finanziamenti di emergenza alla Bce, anche se l'affermazione di Syriza rischia di compromettere gli aiuti.

Diversa, invece, la reazione delle principali piazze finanziarie europee. Vediamo di seguito perché.

La reazione delle Borse

Le principali piazze finanziarie europee non sembrano aver particolarmente risentito dell'effetto Grecia: Milano ha aperto in rosso, ma poi ha limato le perdite fino a guadagnare l'1,15%. Londra ha chiuso in sostanziale pareggio (+0,29%), Parigi a +0,76% e Francoforte addirittura a +1,4%.

Il parere degli investitori

Durante il consueto incontro con gli investitori e la stampa di inizio anno a Parigi, Edouard Carmignac, uno dei principali investitori francesi e fondatore del principale fondo di investimento d'Oltralpe (non legato alle banche), ha detto "di non essere preoccupato dell'affermazione di Tsipras in Grecia" e di "essere curioso di conoscere gli sviluppi del negoziato tra il nuovo futuro governo e l'Europa per un'eventuale rinegoziazione del debito".

"La Grecia - ha aggiunto Carmignac - non lascerà l'euro, anche perché ha più da perdere che da guadagnare nel farlo; se lo facesse, sarebbe un tornado per la sua fragile economia".


I dolori per i soldi dei greci

Sul mercato obbligazionario si registra oggi un ulteriore restringimento degli spread tra titoli degli stati periferici e il bund, benchmark dell'area euro. Segno, quindi, che il mercato non teme un contagio da Atene alle altre economie più deboli dell'Europa mediterranea.

Il differenziale con il Btp, ad esempio, è stabilizzato a 110 punti base facendo scendere il rendimento sotto l'1,5%. Anche in questo caso, gli unici a soffrire sono i titoli di Stato ellenici: lo spread con il decennale tedesco è salito a 835 punti. Syriza rischia di far male solo alla Grecia.

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