Domino’s Pizza: ecco quali sono gli ingredienti per far crescere il business
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Domino’s Pizza: ecco quali sono gli ingredienti per far crescere il business
Economia

Domino’s Pizza: ecco quali sono gli ingredienti per far crescere il business

Ricavi con il turbo per la multinazionale americana che scommette sulla catena distributiva delle materie prime

A proposito di nuovi modelli di business, la catena di pizzerie americana Domino’s Pizza ha reso noto che la maggior parte del proprio business non riguarda più la vendita di pizze ai clienti finali, bensì la vendita di ingredienti ai ristoratori. Grazie a questo modello di business, secondo quanto riferisce Bloomberg Businessweek , la multinazionale ha chiuso il 2013 con un incremento dei profitti del 7,4%, che si sono attestati su 123,8 milioni di dollari. 

Il 56% del giro d’affari 2013, pari a circa un miliardo di dollari, deriva appunto dalla catena distributiva, che vende prodotti che spaziano dagli ingredienti alle attrezzature per i ristoranti. Il resto del fatturato è frutto delle vendite dei 390 ristoranti di proprietà negli Stati Uniti (che rappresentano il 19% del giro d’affari), dei diritti pagati dai quasi 4.600 ristoranti in franchising (12%) e della distribuzione e dei ristoranti internazionali (13%). Domino's Pizza è la seconda più grande insegna negli Stati Uniti (dopo Pizza Hut) e la prima nel mondo con oltre 10mila ristoranti in 70 Paesi. Per stimolare gli acquisti da parte dei proprietari dei ristoranti, Domino’s condivide una parte dei profitti della catena distributiva con i ristoratori che acquistano tutte le loro forniture dall'azienda che, fra l’altro, è l’unica catena a proporre un’iniziativa di questo tipo. 

Ovviamente, le fluttuazioni nel prezzo dei prodotti alimentari impattano sul bilancio. Lo scorso anno, l’aumento del prezzo del formaggio si è tradotto in un incremento del fatturato della catena distributiva di 8,6 milioni di dollari, pari al 7% dell’aumento dei profitti. I prezzi per il consumatore finale, in realtà, non aumentano proporzionalmente, perché sono compensati dal calo del prezzo di altre materie prime. Inoltre, altri fattori contribuiscono al mantenimento dei margini. Nei ristoranti di proprietà della multinazionale, per esempio, il margine operativo è stato intaccato dal prezzo dei prodotti alimentari, ma è stato compensato da un incremento delle vendite medie e da costi del lavoro e assicurativi più bassi. Alla fine, sul punto vendita, i margini sono lievemente aumentati, nonostante l’andamento del prezzo del formaggio. Ma i concorrenti avvertono: nel 2014 i prezzi dei prodotti alimentari non varieranno e bisognerà trovare altre strade per avere un bilancio con il segno più.

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