Decreto Sblocca-Italia, cosa cambia per la casa
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Decreto Sblocca-Italia, cosa cambia per la casa
Economia

Decreto Sblocca-Italia, cosa cambia per la casa

Diventa legge il provvedimento del governo Renzi che mira a rilanciare il settore dell'edilizia. Ecco le novità in arrivo

Il Decreto Sblocca Italia, con cui il governo vuole far ripartire gli investimenti nell'edilizia e nelle opere pubbliche, è diventato legge dopo l'approvazione definitiva in Senato. Il testo del provvedimento contiene molte novità per la casa, tra cui procedure più snelle per le ristrutturazioni interne agli appartamenti o agevolazioni fiscali per chi compra un immobile e lo affitta poi a un prezzo scontato. Ecco, di seguito, una panoramica delle principali novità in arrivo.


Le ristrutturazioni dentro casa

Sarà un po' più facile dividere in due o accorpare i vani di una casa. Se non viene modificata la volumetria di un immobile, basterà inviare al Comune una Comunicazione di inizio lavori (Cil), accompagnata però dalla relazione di un tecnico (per esempio un architetto o un geometra), il quale dichiara sotto la propria responsabilità che le opere eseguite non danneggiano le parti comuni degli edifici e rispettano i regolamenti edilizi municipali oltre alle norme antisismiche e a quelle sul rendimento energetico degli stabili. Il tecnico dovrà anche presentare un elaborato progettuale dei lavori, da consegnare al Comune.

Leggi qui: Sblocca Italia, le misure del Consiglio dei Ministri

Lo sconto fiscale per chi acquista

Chi compra tra il 2014 e il 2017 un immobile invenduto da una società di costruzioni o da una cooperativa edilizia, potrà dedurre dal reddito imponibile il 20% del prezzo sborsato, pagando così meno tasse (cioè un irpef inferiore). Per ottenere questa agevolazione, però, bisogna affittare lo stesso immobile con un canone di locazione concordato, cioè con una rata di affitto inferiore ai valori di mercato (l'importo esatto è stabilito in ogni città e provincia da specifici accordi siglati dalle associazioni di categoria). La deduzione dal reddito si calcola su un valore massimo di 300 mila euro ed è pari dunque a non più di 60mila euro (il 20% di 300mila), che vanno suddivisi in 8 tranche annuali di 7.500 euro ciascuna (60mila diviso 8). Lo sconto fiscale effettivo dipende ovviamente dal reddito totale del contribuente e dall'aliquota irpef a cui è soggetto. Chi guadagna più di 30-40mila euro annui ed è soggetto a un'aliquota marginale dell' irpef del 38%, per esempio, avrà un beneficio fiscale fino 2.850 euro all'anno (il 38% di 7.500 euro, cioè dell'importo massimo deducibile dal reddito).

Leggi qui: Sblocca Italia in 10 punti

Agevolazioni per chi fa sconti sugli affitti

Se il proprietario di una casa accontenta un inquilino che chiede uno sconto sulle rate di affitto, non dovrà pagare sul nuovo contratto stipulato né l'imposta di registro (una 70ina di euro) né l'imposta di bollo (16 euro ogni 100 righe di testo del contratto oppure ogni 4 pagine).


Nuove regole per l'affitto con riscatto

Vengono introdotte regole più chiare per l'affitto con riscatto (rent to buy). E' un contratto oggi poco utilizzato in Italia che permette di comprare un immobile prendendolo in affitto per un po' di tempo e impegnandosi poi a concludere il contratto di compravendita a una determinata scadenza (per esempio dopo 4 o 5 anni). Per agevolare la diffusione del rent to buy, il decreto Sblocca Italia stabilisce meglio gli obblighi del dell'inquilino-compratore e del proprietario-venditore. Quest'ultimo avrà diritto a rientrare in possesso della casa se la controparte non versa più di 1/20 delle rate di affitto pattuite. L'inquilino-compratore, invece, potrà farsi restituire i canoni già versati se l'atto di compravendita finale salta all'improvviso per colpa del proprietario.


I cambi di destinazione d'uso

Sarà in teoria un po' più facile cambiare la destinazione d'uso dei un fabbricato, purché non vengano effettuati dei lavori che ne modifichino la volumetria e la superficie. Gli immobili, infatti, vengono suddivisi dal Decreto Sblocca-Italia in 4 macro-categorie funzionali: a) residenziale e turistico-ricettiva; b) produttiva e direzionale; c) commerciale; d) rurale. Se il cambio di destinazione d'uso avviene all'interno di una stessa categoria, sarà sempre possibile. Esempio: diventerà più semplice adibire un appartamento usato come abitazione anche a bed&breakfast poiché entrambe le destinazioni d'uso appartengono alla stessa categoria, cioè a quella residenziale e turistico-ricettiva. Le Regioni possono introdurre però regole diverse rispetto a quelle previste dal Decreto Sblocca Italia, cioè imporre dei vincoli maggiori.


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