Cynny, il futuro della tv passa dal web
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Cynny, il futuro della tv passa dal web
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Cynny, il futuro della tv passa dal web

Stefano Bargagni, guru italiano delle tecnologie, ha dato vita ad una start up che punta ad avere 50 milioni di utenti in 4 anni

Dare alle persone la libertà di comunicare attraverso un canale mobile che sia il più potente, personale e semplice da utilizzare, in cui l’utente ha sempre il totale controllo. E’ questa la filosofia tecnologica con cui a marzo del 2013 nasce la start up Cynny. La società ha sede a Firenze, ma è già presente a livello internazionale in Usa e Romania, attraverso le controllate Cynny Inc. Usa e Cynny Social Cloud Srl Romania. Tra l’altro l’impresa opera anche a Taiwan attraverso una partecipazione del 2% nella Ambedded Technology Ltd e da aprile di quest’anno si è trasformata in una società per azioni.

Il genio a cui si deve la creazione di Cynny è quello di Stefano Bargagni, vero e proprio guru delle nuove tecnologie in Italia. Al suo nome infatti è legata nel 1993 la nascita di Chl uno dei primi siti di e-commerce al mondo, “che ha visto la luce ben 8 mesi prima di Amazon” fa notare con orgoglio lo stesso Bargagni. Un imprenditore che al suo attivo, tra le altre cose, ha anche la creazione di Takys, “un cloud storage, simile a Dropbox, che nasce nel 2005 quando il termine cloud neanche si utilizzava ancora”. Insomma, un anticipatore dei tempi, un vero e proprio precursore delle tecnologie, che ora anche con Cynny prova a immaginare il futuro che prenderà forma nei prossimi 5-10 anni.

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“Cynny – spiega Bargagni - è l’unica piattaforma che permette di ‘prendere’ contenuti direttamente dal web. Dalla Rete si possono quindi ‘afferrare’ e ‘trascinare’ video, articoli, links, fotografie senza doverli scaricare. Inoltre – continua l’imprenditore - Cynny consente all’utente di creare un proprio canale, detto Livetag, in cui qualsiasi tipo di file - foto, video, documenti o contenuti internet – prende vita in tempo reale e può essere condiviso sulle piattaforme dei social network o con le applicazioni di messaggistica”. Insomma l’ultima e più avanzata frontiera nella creazione di contenuti.

E non è un caso allora che quando si chiede a Bargagni di spiegare praticamente quale potrà essere l’applicazione più immediata e tangibile della sua invenzione lui risponda così: “Nel futuro che vedo io il modo di fare televisione verrà completamente stravolto e la tv diventerà proprio quello che io ho inventato. Chiunque farà uno streaming video o scaricherà contenuti dalla Rete e li vedrà in diretta sul proprio canale Livetag, che potrà essere fruito su uno qualsiasi dei device che già abbiamo, dal tablet agli smartphone”.

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Opportunità queste che potranno realizzarsi grazie anche al fatto che Cynny ha creato un sistema sinergico hardware/software per permettere agli utenti di fruire di una mole elevata di dati in modo efficiente ed espandibile. Il tutto grazie all’invenzione del microserver internet più piccolo al mondo, basato su tecnologia Arm e riconosciuto dalla comunità scientifica. Risultati dunque incredibili che si devono anche alla caparbietà di Bargagni che all’inizio di quest’avventura ha investito nel progetto tutti i propri risparmi, “insieme a quelli di amici, parenti, e conoscenti – dice sorridendo - per un importo complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro. Senza contare – aggiunge – che dal 2010 mi sono occupato a tempo pieno di sviluppare questa idea”.

Idea che con il tempo ha convinto tanti altri osservatori esterni, visto che a novembre dell’anno scoro c’è stato un nuovo aumento di capitale pari a circa 2,5 milioni di euro, raccolti in soli 8 mesi. “Ora siamo una sessantina di soci – sottolinea Bargagni – ed io detengo la maggioranza con circa il 56% delle azioni”. L’obiettivo principale per il prossimo futuro è incrementare il numero di download dell’applicazione, che ovviamente è gratuita. “In questa fase non ci interessa un modello di business – spiega Bargagni – ma è importante che il numero di utenti aumenti. Al momento siamo a quota 12mila, ma con i sistemi virali tipici della Rete, puntiamo ad aumentare di molto questo valore”.

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Il riferimento restano ovviamente i casi più tipici di exploit in Rete, come quello di Facebook, che passò dai 6 milioni di utenti del secondo anno, a 12 nel terzo a 58 nel quarto. “Noi puntiamo in questa fase sui mercati di Usa e Gran Bretagna – dice Bargagni – e come obiettivo avremmo quello di raggiungere i 30-50 milioni di utenti in tre-quattro anni. Ovviamente – conclude - avremo bisogno presto di nuovi capitali freschi per riuscire a non togliere mai il piede dall’acceleratore della crescita come accaduto finora”.

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