Cumulo gratuito dei contributi, le cose da sapere
Alessandro Bianchi/Ansa
Cumulo gratuito dei contributi, le cose da sapere
Economia

Cumulo gratuito dei contributi, le cose da sapere

Presto gli ex liberi professionisti potranno mettere assieme i versamenti previdenziali di enti diversi. Ma la burocrazia ostacola l’ultimo passaggio

Tutta la discussione ruota attorno una commissione di 65 euro per ogni futuro pensionato. E’ la cifra che l’Inps richiede alle Casse previdenziali dei liberi professionisti per gestire le pratiche di cumulo dei gratuito contributi versati in enti pensionistici diversi. In questi giorni si parla molto di questa diatriba, da cui dipende il futuro di circa 700mila italiani che vogliono congedarsi dal lavoro, dopo anni e anni di carriera. Ma cosa è successo di preciso? Ecco, di seguito, le cose da sapere per capire come si è arrivati alla situazione di oggi.

Le Casse dei professionisti

Prima di entrare nel dettaglio di ciò che è successo, va ricordato un particolare importante: in Italia non tutti i lavoratori versano i propri contributi pensionistici all’Inps. I liberi professionisti come gli avvocati, i medici o gli architetti hanno delle loro Casse previdenziali autonome, che liquidano le pensioni proprio come l’Inps ma funzionano con regole proprie.


Via libera al cumulo

In Italia ci sono molti lavoratori che hanno avuto delle carriere discontinue, cioè svolto in passato mestieri diversi: per certi periodi sono stati dipendenti e hanno versato i contributi all’Inps, per altri periodi sono stati liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza. La legge di Bilancio del 2017 contiene una norma che consente il cumulo gratuito dei contributi versati in enti diversi, per maturare un’unica pensione. Si tratta di un’agevolazione importante perché molti lavoratori, per mettere assieme tutti i contributi, dovevano prima far ricorso ad altre procedure come la ricongiunzione (che è costosa) o la totalizzazione (che è penalizzante e comporta un taglio dell’assegno).

La lunga attesa

Pur essendo stata approvata più di un anno fa, la norma sul cumulo gratuito deve ancora essere applicata. Per molti mesi, infatti, l’Inps e le Casse di previdenza hanno dovuto creare una piattaforma comune per lo scambio di dati sui lavoratori che hanno diritto a mettere assieme i contributi versati in enti diversi.


Lo scontro Inps Adepp

Nelle ultime settimane c’è stato un lungo rimpallo tra l’Inps e l’Adepp, l’associazione di categoria delle Casse previdenziali. Per liquidare le pensioni ai professionisti, l’Istituto nazionale della previdenza richiede all’Adepp il pagamento di una commissione di 65 euro per la gestione delle pratiche amministrative di cumulo dei contributi di ogni pensionato.

Le Casse di previdenza richiedono invece prima che vengano subito liquidate le pensioni a chi ha diritto al cumulo, per poi risolvere in un confronto successivo la questione delle commissioni amministrative. Questo rimpallo di compiti, sul quale è stato richiesto anche un parere del Ministero del Lavoro, ha ritardato il via libera definitiva al cumulo gratuito anche se ora si spera che una soluzione sia vicina.

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