Suicidi e crisi: numeri e motivi del boom
Cristiano Chiodi/Ansa
Suicidi e crisi: numeri e motivi del boom
Economia

Suicidi e crisi: numeri e motivi del boom

Ben 119 dall'inizio dell'anno e quasi 500 tra il 2008 e il 2011. E' il numero di persone che si sono tolte la vita per difficoltà economiche. Ecco le ragioni che spingono al tragico gesto

Al primo posto ci sono la mancanza di denaro e il sovraindebitamento, seguiti dalla perdita del lavoro e dall'impossibilità di pagare le tasse o le cartelle esattoriali. Sono le ragioni che ogni anno spingono decine e decine di italiani a togliersi la vita a causa di problemi economici che appaiono insormontabili. E' un fenomeno, quello dei suicidi, che ovviamente si è intensificato con la crisi degli ultimi 5 anni e che è tuttora allarmante. Secondo uno studio condotto da Link Lab, centro studi della Link Campus University di Roma, sono in totale 119 gli italiani che, nei primi 10 mesi del 2013, hanno deciso di farla finita perché schiacciati dal peso delle difficoltà economiche. Soltanto a ottobre, ci sono stati 16 morti, in aumento rispetto ai 13 registrati nel mese di settembre.

FALLIMENTI E SUICIDI, I NUMERI DI UN DRAMMA

Quello dell'ateneo romano non è però l'unico studio sul fenomeno dei suicidi legati alla crisi. Anche la Cgia, la confederazione degli artigiani di Mestre, lo scorso anno ha pubblicato dati molto preoccupanti su questo tema: tra il 2008 e il 2010, secondo l'associazione veneta, il numero di persone in difficoltà economica che si sono tolte la vita è cresciuto di oltre il 24%, da 150 a 187 all'anno, mentre il tentativo di suicidi è passato da 204 a 245.

IL BOOM DEI SUICIDI

Entrambe le analisi sottolineano che la maggior parte delle vittime, cioè quasi la metà, è rappresentata da imprenditori, seguiti a distanza dai lavoratori dipendenti che restano disoccupati. Un altro dato molto significativo è che il numero più alto di suicidi non si registra nelle aree depresse del paese bensì nelle regioni più ricche e produttive come il Veneto e nell'intero Nord Est, dove le persone che si sono tolte la vita nei primi 10 mesi del 2013 sono state 28, contro le 27 dell'intero 2012.

Per Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, alla base di questa distribuzione geografica delle morti per motivi economici c'è una ragion d'essere ben precisa. Il perché Bortolussi lo ha spiegato in un libro (l'Economia dei suicidi, pubblicato qualche mese fa con edizioni Marciuanum Press), mettendo in evidenza come gli imprenditori della sua terra, il Veneto, abbiano un senso profondo dell'onore, che misurano con il successo professionale. Per questo, quando si trovano in difficoltà, molti di loro decidono di farla finita, quasi illudendosi che una soluzione così drammatica possa rappresentare una sorta di liberazione per sé e per i propri figli o congiunti.

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