Contratto elettrici, la rivoluzione dei salari parte da qui
Contratto elettrici, la rivoluzione dei salari parte da qui
Economia

Contratto elettrici, la rivoluzione dei salari parte da qui

Grazie all'accordo i dipendenti del settore ottengono un aumento di 160 euro al mese in cambio di una maggiore flessibilità nell'orario e nuove regole per lo sciopero

Nonostante i salari viaggino da un anno a questa parte solo alla metà del ritmo della crescita dei prezzi, portandosi ai livelli di crescita raggiunti vent’anni fa, c’è una nicchia che resiste alla crisi, grazie anche alla collaborazione tra parti sociali e imprese.

Quella del settore elettrico i cui dipendenti riceveranno entro i prossimi due anni un aumento mensile di 160 euro, a cui si aggiunge una somma di 800 euro a titolo di contrattazione aziendale, come premio nel caso vengano raggiunti determinati obiettivi di produzione.

Il montante salariale per il biennio, come calcolato da Cgil, Cisl e Uil, è così di 3.490 euro.

Ne beneficeranno circa 60.000 lavoratori, tra impiegati e tecnici di 130 imprese pubbliche e private (tra cui colossi nazionali quali Enel, Edison, Terna) che gestiscono le centrali a turbogas, carbone, olio combustibile, idroelettriche e le infrastrutture di rete (i tralicci).

Ma se i tre sindacati di categoria, grazie all’accordo per il rinnovo del contratto degli elettrici per il periodo 2013-2015, hanno ottenuto la garanzia della tutela dei salari, le imprese non hanno di che lamentarsi: in pratica, infatti, viene assegnata alla contrattazione di secondo livello un'importante cifra economica, conferendo al contratto aziendale la possibilità di gestire parte del salario regolato dal contratto nazionale.

"In sostanza è stato raggiunto un punto di equilibrio tra imprese e lavoratori che hanno deciso uno scambio alla pari: i primi si sono resi disponibili a una maggiore flessibilità a seconda delle esigenze produttive di ciascun impianto accettando accordi in deroga. Le imprese, da parte loro, si sono impegnate a tutelare le retribuzioni dei lavoratori, duramente colpiti dalla crisi in atto", spiega a Panorama.it Mario Arca , segretario nazionale Flaei, il sindacato degli elettrici della Cisl.

I negoziati sui temi della flessibilità e dell'organizzazione dei regimi di orario, infatti, saranno avviati a livello aziendale, proprio per convenire misure in grado di realizzare la soluzione dei problemi organizzativi e gestionali delle imprese investite da una profonda crisi.

Previste anche nuove regole per lo sciopero (il cosiddetto "sciopero virtuale" per il personale in reperibilità) e un protocollo per lo sviluppo della competitività attraverso l'introduzione di elementi di flessibilità nella gestione degli orari di lavoro.

Sardo, 54 anni, dipendente E-on (colosso energetico tedesco operativo anche in Italia), Arca è tra i protagonisti della lunga trattativa durate sette mesi che ha portato all’intesa raggiunta in serata lunedì 14 febbraio.

"Le prime mosse – racconta - nascono dal riconoscimento della crisi del settore elettrico dovuto a tre fattori: la crisi dei consumi, un sistema normativo che penalizza le fonti tradizionali a beneficio solo delle rinnovabili, e i problemi occupazionali in un settore che era sicuro, ma che nel tempo sta sperimentando sempre più spesso la cassa integrazione. Grazie all'accordo, invece, le imprese saranno in grado di garantire una maggiore stabilità occupazionale".

Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni , non a caso, ha parlato di un contratto "innovativo sul piano delle relazioni industriali e dei nuovi strumenti bilaterali e partecipativi, in linea con l'accordo del 28 giugno e con l'intesa sulla produttività firmata qualche mese fa dalle parti sociali".

Soddisfatto anche Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, secondo cui il nuovo contratto rappresenta "un passo avanti decisivo in direzione di uno svecchiamento delle logiche contrattuali". Con la speranza che faccia scuola anche in altri settori.

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