Consiglio dei ministri: cosa cambia per le ristrutturazioni, il finanziamento ai partiti e gli eco-bonus
Consiglio dei ministri: cosa cambia per le ristrutturazioni, il finanziamento ai partiti e gli eco-bonus
Economia

Consiglio dei ministri: cosa cambia per le ristrutturazioni, il finanziamento ai partiti e gli eco-bonus

Il governo toglie i soldi pubblici alla politica, rinnova gli incentivi per l'edilizia e premia chi riduce i consumi di energia

Abolizione graduale del finanziamento pubblico ai partiti, rinnovo delle agevolazioni per chi ristruttura la casa (che verranno estese anche agli arredi dell'appartamento ) e maggiori eco-bonus per chi riduce i consumi energetici degli edifici, con opportuni lavori. Sono questi i principali provvedimenti usciti dal consiglio dei ministri di oggi. Eccoli nel dettaglio.

SOLDI AI PARTITI

Al posto del finanziamento pubblico entrerà in funzione un nuovo sistema che si fonderà sulla contribuzione volontaria da parte dei privati cittadini e che si potrà effettuare in due modi: attraverso delle detrazioni, oppure con il versamento del 2 per mille dell'Ire (l'imposta sui redditi personali). Potranno beneficiare di questa forma di finanziamento privato i partiti politici che abbiano ottenuto, nelle ultime elezioni, almeno un deputato o un senatore o un rappresentante in un’assemblea regionale, oppure che abbiano presentato, nella stesse consultazioni elettorali, dei candidati in almeno tre circoscrizioni per la Camera o per il Senato o per le Regioni (e in almeno una circoscrizione per le elezioni europee)

LE DETRAZIONI

I versamenti dei cittadini privati ai partiti potranno essere detratti dall'imposta sui redditi con le seguenti percentuali

-il 52 % per le donazioni comprese fra 50 euro e 5.000 euro annui;

-il 26 % per i versamenti tra 5mila e i 20mila euro.

IL DUE PER MILLE

Ai partiti politici che hanno ottenuto nelle ultime elezioni almeno un deputato o un senatore eletto, potrà inoltre essere destinato dai contribuenti il 2 per mille dell'imposta sul reddito (Ire) dovuta al fisco. La decisione sarà espressa dal cittadino al momento della dichiarazione dei redditi. Questo meccanismo entrerà però a regime tra il 2015 e il 2016 (quando verranno eleborate le prime dichiarazioni dei redditi sull'anno 2014). Nel frattempo, è previsto un regime transitorio che porterà al taglio progressivo dell'attuale finanziamento pubblico ai partiti (la sforbiciata sarà del 40% nel primo anno, del 50% nel secondo e del 60% nel terzo). Per ottenere i contributi volontari, i partiti politici dovranno organizzarsi in modo da garantire la democrazia interna e assicurare la trasparenza delle informazioni sul proprio funzionamento, rendendole consultabili via internet. Inoltre, le forze politiche avranno diritto a degli spazi gratuiti sui media, messi a disposizione dal servizio pubblico radiotelevisivo

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE

Verranno prolungate fino al 31 dicembre del 2013 le detrazioni fiscali pari al 50% delle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie, che verranno estese anche agli interventi anti-sismici e agli acquisti dei mobili fissi di casa come gli armadi a muro o le cucine (che in molti paesi esteri vengono considerati parte dell'edificio) e non invece ad altre componenti dell'arredamento come i letti e i comodini. La detrazione sui mobili avrà un importo massimo di 5mila euro (il 50% di 10mila).

ECO-BONUS

Fino al 31 dicembre 2014, verranno innalzate al 65% le detrazioni previste per le spese sostenute in seguito ai lavori di miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici (che oggi, fino al 30 giugno prossimo, sono fissate invece al 55%). Inoltre, entro il 2020, i fabbricati di nuova costruzione dovranno essere ad energia “quasi zero”, cioè a bassissimo consumo, in base a dei criteri stabiliti dalla legge. I fabbricati della pubblica amministrazione dovranno adeguarsi a questo nuovi criteri entro il 2018

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