Oscar Giannino: Cipro e il colpo in banca, chi perde e chi no
Oscar Giannino: Cipro e il colpo in banca, chi perde e chi no
Economia

Oscar Giannino: Cipro e il colpo in banca, chi perde e chi no

Un’eurozona in cui convivono Germania e Cipro non è sostenibile. Ecco perché un giorno l’unione monetaria finirà. Nel frattempo i leader europei dovranno imporsi per tenerla in vita contro gli interessi della loro gente.

Il pasticcio cipriota nasce da due premesse, procede con due principi e due errori ed esita in pesanti interrogativi. Le due premesse. La prima, sistemica, è che la crisi cipriota origina da soli squilibri bancari, ma di un sistema che ai paesi euroforti non piaceva. Non tanto perché l’economia bancaria è quattro volte quella reale, quanto perché è a basse tasse e poco trasparente, perché aperta a una quarantina di miliardi di depositi russi con fortissimo reindirizzo verso la casa madre, destando sospetti di riciclaggio. La seconda premessa è ad hoc: sui 16 miliardi di intervento straordinario, pari al pil dell’isola, 5,8 dovevano venire da Cipro subito, ergo dalle banche stesse aiutate.

Ora i due principi. Il primo, pessimo: colpire i depositanti. Non si è capito di chi sia stata l’idea iniziale di tosare anche i depositi sotto i 100 mila euro, che dovrebbero essere intoccabili. L’accordo finale ripristina il rispetto di tale soglia, ma sopra i 100 mila euro le perdite arriveranno al 40 per cento. Il secondo principio era migliore: responsabili dei guai, le banche falliscono, colpendo cioè gli azionisti e, in misura minore, gli obbligazionisti, invece di attingere illimitatamente ai soldi dei contribuenti nazionali ed europei.

Passiamo ai due errori. Il primo è evidente: colpire i depositi sopra i 100 mila euro è un precedente grave. Ingrandito dai balbettii della Commissione europea, che prima l’ha definita una regola che può valere per tutti i paesi eurodeboli, poi ha minimizzato parlando di caso non replicabile. Di fatto, banchieri e media tedeschi hanno moltiplicato le dichiarazioni per le quali è meglio che italiani e spagnoli stiano attenti, perché una bella patrimoniale è quel che li aspetta. Imparino dunque a disperdere i loro risparmi in conti sotto i 100 mila euro. Sono poco meno di 5 milioni gli italiani sopra quota 100 mila. Meglio ancora se apriranno i conti in banche tedesche o austriache, dove però prenderanno meno interessi continuando a pagare le alte tasse italiane. Il secondo errore: se i risparmiatori devono stare attenti a depositare in banche meglio solvibili, di fatto a Cipro vengono trattati quasi allo stesso modo in due banche di cui una era fallita e una no.

Gli interrogativi aperti sono inquietanti. La politica europea è ancora meno credibile. La Bce non ne è uscita bene. I tedeschi avevano ritirato gran parte dei loro 6 miliardi da Cipro prima di colpire gli odiati russi. La botta ai russi piace ai moralisti, ma all’Ue non fa bene. E gli italiani si fideranno della mezza promessa di essere immuni? O qualcuno a Roma capirà che senza un governo serio i tedeschi pensano alla ricchezza privata degli italiani come serbatoio a cui attingere?

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